"Tutto parte dalla bocca". L'arte di Sara Spaccino incontra il mondo della scienza

Piccole opere, pensate come oggetti da custodire e portare con sé, che rappresentano molto più di un semplice ricordo dell'evento. Sono il risultato di una ricerca artistica profonda che trova in un materiale antico, poroso, vivo e identitario come il tufo il suo principale interlocutore. Nelle mani dell’artista orvietana Sara Spaccino questa pietra diventa memoria, trasformazione e racconto, dando vita a forme essenziali che richiamano i tratti più primari del volto umano.
Occhi, nasi e soprattutto bocche sono gli elementi su cui si concentra il suo lavoro che emergono come simboli universali. La bocca, in particolare, assume un ruolo centrale: non solo dettaglio anatomico, ma punto di origine dell’esperienza umana. È attraverso di essa che passano respiro, nutrimento, parola ed emozione. Nelle sue sculture, le bocche aperte non esprimono tensione, ma accoglienza e vitalità, suggerendo un dialogo continuo tra interiorità e mondo esterno.
Questo approccio trova una forte risonanza con il tema del 5° Convegno Clinica Laponte, dedicato ad "Aspetti multidisciplinari dell’espansione del palato: indicazioni ed evidenze cliniche a confronto" in programma da giovedì 7 a sabato 9 maggio a Seregno, Monza-Brianza. I partecipanti riceveranno in omaggio le piccole scultura portatili di Sara Spaccino, a conferma che “tutto parte dalla bocca”, al punto da essere considerata fulcro per l’equilibrio dell’intero organismo, ma anche fonte d’ispirazione per l’arte contemporanea.
Oggetti che raccontano una storia fatta di materia, ascolto e trasformazione e invitano a considerare la bocca non come un elemento isolato, ma come un centro vitale da cui si irradia l’equilibrio della persona. Un gesto, quello del gadget, che unisce estetica e significato, portando un po’ di Orvieto in Lombardia e lasciando ai partecipanti il ricordo tangibile di una visione condivisa. Quella in cui cura, sensibilità e conoscenza dialogano continuamente.
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