cultura

Si rinnova il tradizionale rito della Processione del Cristo Morto

domenica 5 aprile 2026
di Sergio Giovannini

Per i monteleonesi non è Pasqua se non si sente nelle case l’odore acre dei lieviti, quello forte del formaggio e il profumo delle torte. Non è Pasqua se non c’è la Processione del Cristo Morto, non la via Crucis, ma il portare per le vie del paese quell’immagine dell’Uomo che ha sofferto ed è morto per la salvezza dell’umanità un’immagine di cui oggi, più che in ogni altro momento, viste le vicende tristi di quanto avviene nel mondo, si sente il bisogno in quanto quel corpo martoriato porta con sé un messaggio eloquente di bisogno di pace che supera le mura dell’antico paese e interpella i potenti signori della Terra. 

Un rito religioso antico, ricco di simboli e significati, una volta organizzato dal parroco con la collaborazione delle Confraternite, istituzioni di antichissima costituzione da sempre presenti nel paese. Un rito che ci ha insegnato la Chiesa per sottolineare l’importanza di quel fatto che è diventato il centro della storia dell’umanità di cui troviamo abbondanti testimonianze negli archivi e che si tramanda, senza interruzione da generazioni, un rito che è così fortemente radicato nella Comunità monteleonese tanto da superare il concetto di tradizione per assurgere a fatto culturale proprio, intimo, ancestrale, spontaneo della nostra gente.

E la Comunità di Monteleone d'Orvieto, nonostante le molte difficoltà che ha incontrato, ha voluto con forza e con ostinazione celebrare anche quest’anno per evitare interruzioni e garantirne la continuità. Per questo siamo grati a quanti si sono prodigati per realizzare la processione e per preparare tutto l’occorrente, a quanti si sono prestati per portare le immagini sacre, ai ragazzi del catechismo che hanno partecipando portando i simboli della crocifissione, al coro e agli animatori delle celebrazioni sacre che hanno preparato letture, riflessioni canti e preghiere, alla banda musicale che quest’anno è stata presente e che sta vivendo un momento di rinnovamento anche grazie a nuovi corsi finalmente attivati nelle scuole che speriamo portino buoni frutti al complesso musicale.

In testa alla processione vi è la Croce illuminata. Non è forse quella Croce il simbolo e la guida di una via? La Croce nera, ha in realtà un’anima di luce, di speranza, di cammino verso la salvezza; è contemporaneamente simbolo di morte e di resurrezione. È forse questo il senso che i nostri antenati hanno voluto dare a quell’immagine che mani semplici e sapienti hanno forgiato e che da secoli apre la processione del Cristo Morto.   

Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.