Le Scuole Primarie di Tavernelle e Piegaro al Museo di Storia Naturale e del Territorio

Martedì 31 marzo la classe IV di Tavernelle con le docenti Nicoletta Pasquini e Nada Sacco e le classi III e IV di Piegaro con le docenti Daniela Betti, Laura Betti, Sabrina Lasagna, Stefania Dorillo, per un totale di 40 alunni delle Scuole Primarie, sono venuti in visita al Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve, situato al Piano Nobile di Palazzo Della Corgna. Visto l’elevato numero di presenze, il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, che gestisce per il Comune il Museo, aveva predisposto la divisione in due gruppi: Tavenelle e Piegaro.
Mentre un gruppo visitava il Museo, l’altro era impegnato a scoprire le ricchezze di Palazzo Della Corgna e viceversa. A guidare le classi i volontari del “Riccio”, il professor Riccardo Testa per il Museo e la professoressa Maria Luisa Meo per il Palazzo. La mattinata è trascorsa vivacemente tra le curiosità dei ragazzi e il loro dimostrare attenzione per ciò che veniva spiegato. Ringraziamenti sinceri e spontanei sono venuti da parte di tutti. Una mattina sicuramente molto interessante e coinvolgente, questo il commento generale. Oltre alle espressioni di meraviglia per avere un tesoro da scoprire a due passi da casa, dagli alunni di Piegaro e di Tavernelle ci sono arrivate interessanti relazioni sull’esperienza, che hanno sottolineato aspetti diversi e che ci piace condividere.
Classi III e IV°A della Scuola Primaria di Piegaro:
"Noi bambini della scuola Primaria di Piegaro, abbiamo visitato Palazzo Della Corgna e il Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve. La Professoressa Maria Luisa Meo ci ha fatto conoscere il Palazzo Della Corgna, che si trova al centro di Città della Pieve, costruito intorno al 1500 dall’architetto perugino Galeazzo Alessi, tale edificio divenne poi la dimora signorile di Ascanio Della Corgna. Abbiamo potuto osservare i meravigliosi affreschi alle pareti e ai soffitti. Ci hanno colpito molto quelli riguardanti le virtù cardinali e teologali oltre a quelli sulla loggia del Tempo, dipinta da Salvio Savini, al primo piano del palazzo, perché, ci ha spiegato la professoressa, mentre il tempo passa le virtù rimangono, il bene fatto resta, ed è questo il messaggio che voleva trasmettere attraverso le immagini il pittore Savini. Ci è stata mostrata anche una sala dedicata a feste e banchetti, attività tipicamente profane. Il professor Riccardo Testa, invece ci ha accompagnati all’interno del Museo di Storia Naturale e del Territorio. Abbiamo visto una raccolta di strumenti scientifici d’epoca, minerali, rocce, campioni di invertebrati, fossili e ci sono piaciuti molto gli erbari realizzati dal gruppo Giovani Ecologisti “Il Riccio” e la raccolta dei semi provenienti da tutto il mondo: la spermoteca di piante di uso alimentare. In una sala si trova anche un plastico in legno che riproduce la storica fornace di laterizi di Ponticelli. E’ stata un’esperienza veramente interessante che ci ha permesso di immergerci nel passato del nostro territorio umbro".
Classe IV A della Scuola Primaria "Don Milani" di Tavernelle:
"Durante l’uscita a Città della Pieve abbiamo visitato il Museo di Storia Naturale e Palazzo Della Cogna; al nostro arrivo siamo stati accolti dai volontari dell’Associazione “Il Riccio”. La visita è iniziata nelle sale affrescate di Palazzo della Corgna: il professor Riccardo ci ha spiegato la tecnica dell’affresco, che prevede l’applicazione del colore sull’intonaco ancora bagnato, permettendo alla pittura di durare a lungo. Abbiamo osservato scene tratte da storie antiche e scoperto che il pittore più famoso, che ha decorato questi ambienti è il Pomarancio. La professoressa Maria Luisa ci ha raccontato la storia della città: un tempo si chiamava Castel della Pieve, ed era sotto il dominio di Perugia nello Stato della Chiesa; solo in seguito, assunse il nome di Città della Pieve quando divenne sede di Diocesi. Abbiamo imparato a riconoscere anche gli stemmi delle famiglie nobili: quello dei Della Corgna, con un albero di corniolo e una base a strisce gialle e nere in diagonale e quello dei Del Monte, con tre palle sovrapposte. Il Museo è composto da quattro sale, quella dedicata alle rocce ci ha colpito molto. Abbiamo scoperto che le rocce hanno origini diverse: il marmo lo abbiamo riconosciuto, perché alcuni di noi lo hanno in bagno e in cucina. Alcune rocce sono fluorescenti, altre provengono da paesi lontani come Brasile, Cina e India. Una roccia proveniente dalla Polonia, ha circa tre miliardi e mezzo di anni. Un gemmologo ha donato al Museo pietre preziose come rubini, smeraldi e zaffiri, conservati in una teca. Sopra un tavolo sono esposti gli oggetti personali di Antonio Verri, di cui il Museo portava il nome: i suoi occhiali, la pipa, il tagliacarte, la lampada a petrolio e le carte geografiche, una appesa alla parete raffigura il nostro Nestore. Un’altra sala è dedicata agli animali imbalsamati: tassi, cinghiali, scoiattoli, un istrice e una splendida martora, portata da un automobilista che l’ha trovata senza vita lungo la strada e siccome era molto bella, ha pensato di donarla al museo, dopo averla fatta imbalsamare. Riccardo ci ha spiegato come avviene l’imbalsamazione: l’animale viene svuotato, disinfettato e riempito con ovatta per mantenere una forma naturale. Noi lo sapevamo, perché l’abbiamo studiato a storia con gli antichi egizi. Abbiamo visto anche due funghi particolari: uno con proprietà medicinali, utili contro diabete e le infiammazioni e un fungo legnoso, usato per accendere il fuoco. La visita si è conclusa con la collezione di insetti e semi di piante. È stata un’esperienza molto interessante, che ci ha permesso di conoscere meglio la natura e di capire quanto sia importante rispettare il nostro pianeta".
Il Gruppo Ecologista "Il Riccio" ringrazia i volontari impegnati nell’iniziativa e in particolare le classi in visita che hanno voluto condividere la loro esperienza con ricordi e riflessioni.
orvietonews.it by http://www.orvietonews.it is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.