cultura

L'Ensemble Symphony Orchestra restituisce il genio di Morricone in concerto di pura emozione 

lunedì 2 marzo 2026
di Beatrice Curci

"Alla scoperta di Morricone" non è un semplice concerto. È un attraversamento emotivo, un viaggio collettivo nella memoria musicale di intere generazioni. Due spettacoli in un solo giorno in cui il Teatro Mancinelli ospita sul palco, l’Ensemble Symphony Orchestra per dare voce a uno dei repertori meno conosciuti, ma forse per questo da ascoltare e riascoltare, della storia del cinema. Quello del Maestro Ennio Morricone. La forza di uno spettacolo che è non solo nella musica, ma che si dipana nella sua capacità narrativa. Ogni brano è una porta che si apre su un mondo preciso, su un’emozione che credevamo dimenticata tra la magistrale direzione d’orchestra del maestro Giacomo Loprieno, la voce della soprano Anna Delfino, i brevi e coinvolgenti monologhi di Andrea Bartolomeo. 

Così si il tributo alle grandi melodie come "C'era una volta il West", con il loro respiro epico e malinconico, ci trasportano tra polvere e destino. Le note di Nuovo Cinema Paradiso scivolano leggere e ci riportano all’infanzia, al buio della sala, al primo amore. E quando risuona il tema di Mission, il tempo sembra fermarsi: è spiritualità pura, è struggimento, è bellezza che disarma. La stessa che si vive anche nell’ascolto di un loro inedito brano: "Motus".

Un’orchestra che non si limita a eseguire. Interpreta, respira, vive ogni passaggio. Gli archi si tendono come fili di memoria, i fiati sussurrano nostalgia, le percussioni scandiscono il battito di storie che non smettono di parlarci. La direzione guida con eleganza e rispetto, lasciando spazio alle dinamiche e ai silenzi, elementi fondamentali nell’arte di Morricone.

L’eredità di un genio vive tra gli spartiti degli oltre 50 musicisti dell’Ensemble Symphony Orchestra. Morricone ha scritto oltre 500 colonne sonore e la sua musica ha ridefinito il modo di intendere il rapporto tra suono e immagine. Ha trasformato il fischio, il silenzio, la voce umana in strumenti narrativi potentissimi. Ha fatto della sperimentazione una forma di poesia popolare. E in “Alla scoperta di Morricone” questa eredità viene restituita con rispetto e passione. Il pubblico non assiste soltanto: partecipa. Con empatia. In un tempo in cui emozione e sensibilità sembrano aver perso la forza e peso. Ogni applauso nasce da un riconoscimento, da un ricordo personale che si intreccia con quello collettivo.

Quando l’ultima nota si dissolve, non c’è fretta di alzarsi. Si rimane seduti, come dopo un viaggio lungo e necessario. Perché questo concerto non celebra solo un compositore. Celebra ciò che la musica sa fare quando incontra l’anima: unire, evocare, trasformare. Un concerto che è un invito ad ascoltare con il cuore. E a riscoprire, attraverso un’orchestra che suona con autenticità e intensità, la straordinaria potenza di melodie che non appartengono più soltanto al cinema, ma alla nostra storia emotiva. Un’esperienza che resta e da non lasciarsi sfuggire in giro per il mondo.

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