cultura

Villa Lante chiude temporaneamente, un mese di lavori per restituire bellezza e accessibilità

martedì 24 febbraio 2026
di D.P.

Una chiusura che non è solo una pausa, ma un passaggio necessario per il miglioramento con l'impegno di restituire presto al giardino una fruibilità ancora più sicura ed inclusiva. Da lunedì 2 a martedì 31 marzo Villa Lante, il gioiello di Bagnaia, alle porte di Viterbo, che è sublime sintesi di arte e natura, architettura, paesaggio e simbolismo rinascimentale, resterà chiusa al pubblico per consentire il completamento degli ultimi interventi legati al grande cantiere finanziato dal PNRR.

Nell'esprimere rammarico per il disagio arrecato dalla chiusura temporanea, la Direzione ha sottolineato come la sicurezza e la tutela del patrimonio restino priorità assolute. E che la chiusura è indispensabile per portare a termine i lavori di sistemazione dei percorsi e dei viali nei pressi dell'ingresso. Si tratta di interventi tecnici ma fondamentali quali livellamenti, rifacimenti dei manti e sistemazioni nelle aree interessate dal passaggio dei nuovi impianti. Operazioni complesse che richiedono tempo e, soprattutto, l’assenza di pubblico per garantire sicurezza e qualità dei risultati.

Non uno stop fine a sé stesso, insomma, ma l’ultimo tratto di un percorso più ampio. L'obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’accessibilità del giardino, preservando allo stesso tempo l’equilibrio naturale dei suoli. Le indagini condotte negli ultimi mesi hanno evidenziato, infatti, la necessità di adottare soluzioni rispettose della permeabilità del terreno, condizione essenziale per la salute del verde storico che rende unica la villa, oggi gestita dal Ministero della Cultura.

L’intervento rientra nel programma PNRR Cultura, il Piano nazionale che destina importanti risorse alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano. In particolare, il progetto dedicato a parchi e giardini storici punta a restaurare e rendere più sostenibili alcuni dei paesaggi storici più significativi del Paese, con interventi che uniscono conservazione, accessibilità e innovazione. E Villa Lante, uno dei più raffinati esempi di giardino all’italiana del XVI secolo, è tra i siti beneficiari.

Il programma non si limita a restaurare elementi architettonici o botanici, ma mira a ridefinire il rapporto tra patrimonio e pubblico. Migliorare i percorsi, rendere più inclusiva la visita e salvaguardare gli ecosistemi storici equivale a garantire un futuro a luoghi che non sono solo monumenti, ma veri archivi viventi della memoria collettiva. Progettata a partire dal 1566, per volontà del Cardinale Gianfrancesco Gambara, Villa Lante è considerata uno dei più raffinati esempi di giardino all’italiana del XVI secolo.

A differenza di altre dimore nobiliari, qui non è il palazzo a dominare, ma il giardino, un sistema scenografico di terrazze, fontane e giochi d’acqua che guidano lo sguardo e l’esperienza del visitatore. Tra gli elementi più celebri spiccano la Fontana dei Mori, attribuita a Giambologna, e la straordinaria Catena d’Acqua, una sequenza di vasche e cascatelle che accompagna il visitatore lungo un percorso armonico e simbolico che evoca ordine, equilibrio e dialogo tra uomo e natura.

L’auspicio, neanche a dirlo, è che questo mese di lavori consenta di consegnare al pubblico un luogo ancora più accogliente, capace di unire accessibilità e rispetto della sua fragile bellezza storica. Un mese di attesa che precede il risveglio legato all'ingresso della primavera e la promessa di un nuovo Rinascimento. Come accade spesso con i luoghi più preziosi, anche il silenzio temporaneo può essere parte della cura. E il ritorno, ad aprile, avere il sapore delle cose ritrovate.

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