Patrimonio storico, in arrivo 1.897.000 euro per la riqualificazione degli edifici di pregio

È una grande bellezza che ha bisogno di manutenzione quella custodita nel Belpaese. Muove nella direzione della tutela del suo patrimonio storico, fatto non solo di ville monumentali e giardini storici ma anche di gioielli architettonici e siti archeologici, l’investimento di 176 milioni di euro destinati a restauri, sicurezza e accessibilità oltre che a progetti di diplomazia culturale per un totale di 229 interventi. Nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2025/2025 del Ministero della Cultura rientra lo stanziamento di 1.897.000 euro approvato dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali.
Risorse importanti, ripartite nel triennio 2025/2027 e destinate a riqualificare edifici di pregio distribuiti su sei diversi comuni della Tuscia. Previsti 150.000 euro per l’adeguamento e l’allestimento dei depositi del Palazzo delle Forre a Civitella d'Agliano, dell’ex Carcere di Montefiascone, del Palazzo San Giovanni a Castiglione in Teverina e dell’area archeologica di Poggio Moscini a Bolsena. In quest’ultimo comune in provincia di Viterbo al restauro della facciata degli apparati scultorei della centralissima Basilica dei Santi Giorgio e Cristina sono riservati 480.000 euro.
Ad Onano per il completamento del recupero di Palazzo Monaldeschi della Cervara – detto anche Palazzo Madama – oltre che dell’omonima piazza su cui svetta, invece, si parla di 640.000 euro a fronte dei 627.000 euro destinati ai lavori di restauro e adeguamento della struttura immobiliare di Palazzo Licca, in Via d’Acquapendente 1, a San Lorenzo Nuovo, da adibire a museo. Grande la soddisfazione della politica locale per la firma del decreto a favore della tutela, riqualificazione, manutenzione, arricchimento e valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico italiano.
"Ringrazio il Governo Meloni e il ministro della Cultura Alessandro Giuli – afferma l'onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici – per l’attenzione e la sensibilità dimostrata, ancora una volta, nei confronti del nostro territorio", culla di un patrimonio culturale da difendere. Invetiabile il riferimento alla Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) che ha istituito e finanziato il Fondo per la tutela del patrimonio culturale e che prevede la ripartizione di risorse per cantieri di restauro e valorizzazione.
Ma anche alla fresca istituzione da parte del Ministero dell'Istituto centrale per la gestione dei rischi del patrimonio culturale voluto per rafforzare in maniera strutturale la capacità dello Stato di prevenire, monitorare e affrontare i rischi che incombono sul patrimonio culturale italiano, sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici, agli eventi calamitosi e alle conseguenze di crisi sismiche ricorrenti. In altre parole, prevenzione e gestione dei rischi che minacciano i beni culturali, con l'idea di superare la logica emergenziale.
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