"Il Ponte di Civita, 60 anni di un'icona". Una grande mostra ne celebra la lunga storia

Quarantadue piloni inclinati in calcestruzzo armato, progettati e rinforzati per resistere all’erosione del terreno tufaceo e argilloso che caratterizza la vicina Valle dei Calanchi, suggestiva area sferzata dal vento, dove frane e smottamenti sono frequenti se non quotidiani. Cemento e acciaio. Tanto serve a garantire solidità e stabilità ad un’infrastruttura sospesa, lunga circa 300 metri e larga poco più di 3, con quasi 70 metri di dislivello che trasformano la salita in una sorta di pellegrinaggio laico tra terra e cielo. Simbolo di connessione e resilienza, nonché unica via d’accesso ad uno de "I Borghi più belli d’Italia", la passerella pedonale che eccezionalmente consente il transito di mezzi di servizio ridotti come piccoli veicoli elettrici per il trasporto di merci o persone con difficoltà motorie, viene monitorata costantemente e sottoposta ad opere di manutenzione straordinaria. 
Sessanta gli anni alle spalle del Ponte di Civita di Bagnoregio, eretto dopo che quello in muratura ad arcate del 1923 era in parte precipitato a valle e in parte rattoppato in legno dopo essere stato fatto saltare in aria nel 1944 dai soldati tedeschi in ritirata. Solo tra il 1963 e il 1964 il Ministero dei Lavori Pubblici dispose la demolizione di tutte le vecchie strutture e la costruzione di quella attuale dove oggi transita una media di circa 700.000 visitatori ogni anno. A questo emblema della tenacia di una comunità minuscola come quella civitonica e dell’abilità del genio tecnico italiano è dedicata la mostra "Il Ponte di Civita: 60 anni di un'icona", voluta dal Comune di Bagnoregio ed allestita nello spazio espositivo di Palazzo Alemanni da Casa Civita Srl. Venerdì 12 settembre, alle 16, il convegno e la contestuale inaugurazione di quello che vuole essere un omaggio.
Ma soprattutto un’occasione di riflessione e riscoperta di un pezzo fondamentale della storia del territorio. "A sessant’anni esatti dal taglio del nastro e dal momento in cui questo nostro ponte ha cambiato il modo di accedere a Civita – spiega il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili – abbiamo deciso di restituirgli qualcosa. Vogliamo ringraziarlo per il suo buon servizio. Milioni di persone lo hanno attraversato e la cosa ha dell’incredibile, se pensiamo che porta ad un borgo molto piccolo con una decina, scarsa, di abitanti". "Siamo arrivati a questa mostra – aggiunge Francesco Bigiotti, amministratore unico di Casa Civita Srl – attraverso un lavoro di mesi articolato e complesso. La raccolta del materiale, ma soprattutto l’utilizzo della tecnica dello storytelling sono stati i due momenti cruciali. Siamo partiti da una serie di domande a cui abbiamo voluto trovare risposte.
Qual è la storia di questo collegamento tra Civita di Bagnoregio e l’area di Mercatello? Quali i nomi e i volti degli uomini a cui lo dobbiamo? Che aspetto hanno i progetti e le calligrafie di chi tanto ha scritto affinché diventasse possibile? E ancora quali storie di rovina e speranza hanno insegnato le cose che servono per tenerlo in piedi e rendere ancora viva la bellezza di Civita?". La mostra nasce da un’ampia e preziosa raccolta di documentazione storica, archivistica, iconografica e fotografica realizzata dal geologo Claudio Margottini, già assessore all'Ambiente del Comune di Orvieto. Docente universitario in Italia e Cina, membro del Servizio Geologico d’Italia, fino al prestigioso incarico di addetto scientifico presso l'Ambasciata d’Italia in Egitto, in qualità di curatore ha reso disponibile il suo vasto patrimonio di conoscenze scientifiche.
E soprattutto i frutti di un appassionato lavoro di ricerca e di collezione di materiali protrattosi per quasi cinquant’anni. "Questa esposizione – confida il professore con una lunga carriera come esperto Unesco – rappresenta una pietra miliare della mia vita. Pur avendo operato in moltissimi Paesi, ho sempre sentito l’esigenza di mantenere vivo il legame con le mie radici orvietano-viterbesi e, dunque, con Civita di Bagnoregio che non è soltanto un luogo di straordinaria rilevanza per le scienze della terra e quindi affine alla mia formazione culturale, ma è anche la comunità che mi ha accolto e nella quale mi sono sentito parte integrante". A dare un supporto fondamentale nell’ideazione e nella realizzazione della mostra per Casa Civita Srl, Federica Maria Capotosti e Roberto Pomi. "I visitatori – anticipano – si troveranno davanti un racconto che intreccia tante storie e persone diverse.
Due timeline sono state costruite per dare loro consapevolezza dell’evoluzione della strada, poi diventata ponte, che da sempre ha unito Civita a Mercatello. Le forze della natura e l’evoluzione del paesaggio ne hanno condizionato la sopravvivenza. Il perno di questa narrazione è nel cordone ombelicale, in questa ripida cresta di accesso, localmente chiamata sella, in continua erosione a causa dei tanti movimenti franosi. Grandi fotografie implementate con inserimenti grafici di testi permetteranno di comprendere la storia – tre i ponti che si sono succeduti nel XX secolo – ma, soprattutto, gli elementi essenziali dell’opera inaugurata il 12 settembre 1965. Poi una serie di focus: sulle condizioni di vita all’epoca, con il rischio dello sgombero e la fine del borgo sempre incombente, sulla figura, immensa e perseverante, di un grande intellettuale come Bonaventura Tecchi.
Battutosi in maniera martellante affinché la città che muore non finisse realmente i suoi giorni. E ancora su Alvaro Giammatteo, l’ingegnere che firmò il progetto del ponte realizzato, sull’azienda S.C.A.C. che portò la sua tecnica all’avanguardia sui cementi armati centrifugati per realizzare un ponte di valore internazionale, sulle caratteristiche geologiche e geomorfologiche di un territorio ricco di unicità e sulla capacità del ponte di diventare icona per l’industria dell’immagine, dai fumetti al cinema, dalla musica alla pubblicità". Un grande lavoro, insomma, che – a partire da sabato 13 settembre tutti i giorni, dalle 9 alle 18 (alle 17, con l'entrata in vigore dell'ora solare), al costo del biglietto di 3 euro – restituisce alla comunità locale una pagina difficile ed eroica della propria storia e di quella dei borghi italiani, e che permette ai visitatori provenienti da ogni parte del mondo di comprendere meglio l’eccezionalità e il valore del luogo. 
Se in fase di presentazione della mostra sono previsti una serie di interventi – Claudio Margottini ("Il Ponte di Civita. Storia, identità e memoria"), Luciana Vergaro ("Bonaventura Tecchi: un intellettuale per Civita"), Aldo Giammatteo ("La S.C.A.C. e l'ingegno di Alvaro Giammatteo: nascita di un'opera moderna"), Sergio Pasanisi ("Il Genio Civile di Viterbo e l'impegno di Guido Pasanisi: istituzioni al servizio di Civita"), Paolo Clementi ("Sessant'anni dopo: lo stato di salute del Ponte") e, a seguire, la visita guidata – nella giornata di domenica 14 settembre, dalle 12 alle 18 a Civita di Bagnoregio, in Piazza Colesanti sarà presente il desk vendita di Poste Italiane, dove sarà possibile ricevere lo speciale annullo sulle cartoline filateliche dedicate all'evento. Alle 16, la cerimonia alla presenza dei rappresentanti istituzionali.
Il timbro figurato, richiesto dal Comune di Bagnoregio, sarà disponibile insieme alla cartolina commemorativa, presso lo stand di Poste Italiane, dove saranno attivati il servizio di bollatura filatelica, di accettazione e invio della corrispondenza e saranno disponibili francobolli e prodotti filatelici selezionati per l’occasione, oltre all'annullo filatelico dedicato al Giubileo 2025. Dopo l'evento questo annullo speciale sarà depositato presso lo Sportello Filatelico di Viterbo, in Via Ascenzi 5, per soddisfare le richieste di bollatura che perverranno nei sessanta giorni successivi dai collezionisti dislocati sul territorio nazionale e nel resto del mondo. Trascorsi i termini sarà depositato al Museo Storico PT del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni di Roma.
Per ulteriori informazioni:
www.casacivitabagnoregio.it
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