cultura

Maura Zamola presenta "Le dee del lago. Santa Cristina, Santa Marta e le altre spiritualità femminili del Lago di Bolsena"

sabato 9 agosto 2025
di D.P.

Dall'aristocratica etrusca Tanaquil alle matrone romane, dal Medioevo di Matilde di Canossa a quello delle mistiche umbre, in "Donne caparbie. Italiane che hanno cambiato il mondo" (Effigi, 2022), Maura Zamola aveva illuminato il lato oscuro e quello sorprendente e costruttivo di figure femminili come Giulia Farnese e Lucrezia Borgia, il pensiero religioso critico di una poeta celebrata come la petrarchista Vittoria Colonna, le capacità di tessere trame e intrighi ma anche di governare per interposta persona e creare un papa di Olimpia Maidalchini, fino a celebrare le straordinarie capacità imprenditoriali di Luisa Spagnoli.

Nobili o popolane, borghesi o sante, le "personagge" scelte erano tutte accomunate dalla forte volontà di non piegarsi al destino che la legge del patriarcato aveva già deciso per loro, che fosse il matrimonio, la maternità o la monacazione. Nel nuovo libro, appena pubblicato sempre per i tipi di Effigi, arricchito da una guida dettagliata della Concattedrale di Montefiascone e della Basilica di Bolsena, che sarà presentato sabato 9 agosto alle 18.30 a Bolsena, nel Giardino Segreto di Luxury (Corso della Repubblica, 62) e martedì 12 agosto alle 18 a Grotte di Castro in Via Vittorio Veneto 13, si concentra, invece, su "Le dee del lago. Santa Cristina, Santa Marta e le altre spiritualità femminili del Lago di Bolsena".

Sì, perché è nei paesi che sorgono intorno a quest'utltimo che il culto popolare si esprime in una marcata devozione femminile e si trova una prevalenza di sante come patrone. "Montefiascone – spiega l'autrice – festeggia Santa Margherita, Marta celebra la santa omonima, Bolsena la sua Santa Cristina, Gradoli Santa Maria Maddalena. Ma anche la Madonna è particolarmente venerata e le sono dedicate chiese e feste tradizionali in tante località circumlacuali. Con questo libro ho voluto far conoscere le vestigia di antiche divinità precedenti che si possono ritrovare in queste figure, al di sotto della veste cristiana. Le religioni, infatti, non inventano ma ripropongono, sotto diverse spoglie e in nuovi contesti, miti e sapienza che l’umanità ha elaborato nella sua millenaria esistenza sulla Terra.

Sulle rovine dei templi pagani, etruschi e poi romani, sono state spesso costruite chiese cristiane, perché i luoghi del sacro non perdono le loro qualità con l’avvicendarsi delle religioni. E dove si onoravano divinità ancestrali legate alla terra, la fertilità, il mistero della vita e della morte poi sono sorte storie e leggende di sante e di martiri fanciulle. Anche la figura della Vergine Maria, che precedentemente era una grande dea, ne ha ereditato alcuni appellativi e attributi. Ho cercato di recuperare e divulgare queste tracce di una spiritualità femminile, che il Cristianesimo ha tentato di occultare, ma che, come un torrente sotterraneo, ha continuato a fluire e oggi riemerge sempre più manifesta, grazie a tante valenti studiose".

Attraverso toponimi, icononografie, leggende e luoghi sacri, Maura Zamola ricostruisce una mappa simbolica della spiritualità pre-cristiana, ancora viva nei paesaggi culturali dell'Alto Lazio. "Tutto – dice – parla di un culto del femminino sacro che ha attraversato i millenni in forme cangianti, ma persistenti". Triestina di nascita, lei vive da molti anni vicino a Orvieto. Laureata in Lettere, ha insegnato nelle scuole medie e nei licei, ha un passato di femminista dagli anni Settanta in poi ed esercita da molto tempo con passione la professione di guida turistica dell'Umbria e della Tuscia. Queste sue esperienze, insieme a lunghi anni di studio e di ricerche, sono ora confluite in questo nuovo saggio, ugalmente ricco di notizie, informazioni e riflessioni che, nonostante alcune altre piccole pubblicazioni, considera la sua seconda opera.

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