cultura

A Palazzo Coelli in mostra l'arte di Pier Augusto Breccia, Maestro della Pittura Ermeneutica

mercoledì 31 gennaio 2024

Sarà inaugurata sabato 3 febbraio alle 11 all'Auditorium "Gioacchino Messina" di Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, la mostra permanente dedicata all'artista Pier Augusto Breccia (1943-2017), Maestro della Pittura Ermeneutica ovvero dell’arte "d'interpretazione strettamente legata al metodo e alla tecnica del comprendere".

Il Maestro, con la sua pittura, ha inaugurato ciò che si può definire un “altro modo di intendere l’arte”, cioè un invito a entrare in uno spazio che lascia libero lo spettatore di interpretare il mondo non come cosa ma come parola. Breccia esprime attraverso le forme della sua pittura una vasta tematica profondamente radicata nella natura dell’uomo, quale egli la concepisce, in una visione che fonde in unità indissolubile i problemi “della specie” con quelli “dell’individuo”, i valori “dello spirito” con quelli “della materia”, i temi “dell’oggi” con quelli “del sempre”.

Più di milletrecento quadri, opere grafiche e disegni, venticinque pubblicazioni, ottanta mostre personali e innumerevoli incontri con filosofi e critici d’arte costituiscono l’immenso patrimonio artistico di Pier Augusto Breccia. In occasione dell’inaugurazione, il professor Gabriele Simongini illustrerà, sinteticamente, il percorso dell'artista.

I quadri esposti, in mostra permanente negli spazi di Palazzo Coelli, rappresentano un percorso visivo che racconta - attraverso forme, colori, concetti e meravigliosi simboli - la creatività, la sensibilità, la forma mentis di un uomo che, con coraggio, seppe affermare egregiamente e con eleganza il suo pensiero volto sempre a cogliere il senso ultimo dell’essere. L’aver dedicato uno spazio espositivo al Maestro Pier Augusto Breccia è il più sincero e meritato riconoscimento a un grande artista, profondamente legato alla città e al territorio di Orvieto.

Cenni biografici. Pier Augusto Breccia nasce a Trento il 12 Aprile 1943 e si trasferisce a Roma in età giovanile. Dopo la maturità classica e gli studi in Medicina, nel 1967 è il primo laureato nella neocostituita Università Cattolica. Dopo la laurea, la sua passione per la cardiochirurgia lo porta a Stoccolma, presso l’università del prof. Björk, inventore della valvola cardiaca artificiale e nel 1979 diviene Professore Associato e docente in Chirurgia Generale al Policlinico Gemelli di Roma.

Nel corso degli anni Settanta, Breccia esegue oltre mille interventi a cuore aperto e pubblica più di cinquanta articoli in riviste mediche ma, all’apice della carriera scientifica e ospedaliera, scopre in modo del tutto casuale un inaspettato talento disegnativo ed in pochi anni elabora una “cifra pittorica” del tutto personale che lo porta a lasciare la professione medica. La formazione artistica di Breccia è un’esperienza di scienza e una “palestra di umanità” che l’artista sente continuare nell’arte come “un nuovo ramo di uno stesso albero”.

Nell’arco del suo percorso artistico riscuote grande successo sia in Italia che all’estero, in particolare negli Stati Uniti, dove vive e lavora per quasi 15 anni. Nel suo manifesto artistico-filosofico del 2003, “Introduzione alla pittura ermeneutica”, Breccia inaugura “un altro modo di intendere l’arte”, cioè un invito ad entrare in uno spazio che lascia libero lo spettatore di interpretare il mondo non come cosa ma come parola.

Dopo alcuni anni di malattia che lo costringono a ridurre gli impegni artistici, muore il 17 novembre 2017 al Policlinico Gemelli, in quello stesso reparto in cui quarant’anni prima era stato un pioniere della cardiochirurgia. Nella sua esperienza di artista, iniziata poco prima dei quaranta anni, Breccia ha effettuato circa ottanta mostre personali tra Europa, Stati Uniti e Russia.

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