cultura

Si presenta l'Albo dei Dipendenti del Comune, 121 anni e 154 persone che hanno fatto la storia dell'ente

giovedì 25 novembre 2021

Il lampionaio, il regolatore dell'orologio, la levatrice che assisteva la partorienti. Figure e funzioni che richiamano un tempo andato, lontano e romantico, ma che rivivono grazie ad un lavoro di ricerca, partita dal basso, di quelle storie che fanno parte della grande Storia. E che concorrono a creare la memoria di un luogo. Un racconto collettivo da difendere per non disperdere. C'è tutto questo, oltre ai singoli nomi, dentro all'Albo dei Dipendenti del Comune 1900 – 2021 che sarà presentato venerdì 26 novembre alle 17 al Castello di Alviano.

A distanza di dieci anni dalla realizzazione dell'elenco cronologico degli amministratori comunali – sindaci, assessori, consiglieri e segretari comunali che si sono succeduti dal 1861 al 2011 – l'Amministrazione guidata dal sindaco, Giovanni Ciardo, propone alla cittadinanza un'interessante raccolta di testi e foto, con protagonisti 154 dipendenti, avvicendatisi nel corso di 121 anni alle dipendenze dell'ente. Sfogliare il volume equivale a risalire la china dei decenni e rileggere sorti e vicende di funzioni pubbliche oggi scomparse, almeno in parte, o profondamente trasformate.

Dal lampionaio di cui sopra che era anche scopino e vespillone, che accompagnava le competenze amministrative dell'ente sin dalle origini, e oltre ad accendere e spegnere i lampioni si occupava anche di spazzare le strade e provvedere alla sepoltura delle salme. Mansione, quest'ultima, che cessò nei primi anni ’30 con l'avvento dell’illuminazione elettrica. L'ultimo scopino vespillone andò in pensione negli anni ’80. Subentrarono al suo ruolo due distinte figure, quella dell’operatore ecologico e quella dell’addetto ai servizi cimiteriali.


Operai al lavoro nello spazzamento della neve negli anni '80

Quanto alla regolazione dell'orologio è una mansione antica che, all'interno della comunità alvianese, risale alla seconda metà del '600. L’ultimo a ricoprire questo incarico, insieme a quello di campanaro, fu negli anni '60 del '900. Un aneddoto che rimane ancora oggi nella memoria di molti è quello che lo vede attraversare, curvo dagli affanni dell’età, la via principale del borgo per mettere mano ad un orologio che non voleva mai saperne di indicare l'ora giusta.

Solo il segretario comunale ha attraversato il secolo conservando la propria centralità all'interno della macchina amministrativa, nonostante le riforme intervenute a partire dagli anni '90. La ricerca è stata effettuata su materiale documentario presente nell’Archivio Storico e nell'Archivio Corrente del Comune di Alviano dalla studentessa Giada Caneponi, operatrice volontaria del Servizio Civile Nazionale, con il supporto di un tutor.

Il titolo del progetto assegnatole recita "Comunità Resilienti. Respiriamo Cultura". Perché "la resilienza oggi, nei paesi fortemente aggrediti dallo spopolamento e dall'abbandono – sottolinea l'Amministrazione Comunale – passa anche attraverso la valorizzazione della memoria, di quel senso di appartenenza che ci fa sentire ancora parte di un racconto collettivo, che ci lega alle generazioni passate e ci proietta verso il futuro".