cultura

Incontro con il regista Gabriele Mainetti e proiezione del film "L'Armata Brancaleone"

mercoledì 17 novembre 2021

Approfondire discendenze, filiazioni, complicità, elementi di rottura fra il cinema italiano di ieri e di oggi, attraverso l’analisi di un capolavoro e le sue dichiarate o più implicite eredità. Punta a questo, ma non solo, "I Cinema 'Sale' della Vita", iniziativa promosso dall'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo con il sostegno della Regione Lazio e la collaborazione con l'Associazione Nazionale Esercenti Cinema del Lazio, sotto la direzione artistica di Franco Montini, Roberto Ippolito e Claudio Giustini. Tra le sette realtà interessate, c'è anche il Mutisala Moderno di Bolsena.

Qui, in Via Marconi, mercoledì 24 novembre alle 19 saranno protagonisti un regista tra i più acclamati delle ultime stagioni cinematografiche come Gabriele Mainetti, in questi giorni nelle sale con il visionario "Freaks Out" – il lungometraggio presentato in concorso alla 78esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, da lui scritto con l'aiuto di Nicola Guaglianone e la partecipazione sullo schermo di Pietro Castellitto, Claudio Santamaria e Giorgio Tirabassi – e un "cult movie" come "L'Armata Brancaleone", diretto nel 1966 da Mario Monicelli.

Vincitore di tre Nastri d'Argento, il film presentato in concorso al 19esimo Festival di Cannes fu girato tra l'Alto Lazio e la Maremma. Da Viterbo a Canino, da Calcata a Fabrica di Roma, passando per Nepi, Vitorchiano, Valentano, Vulci, Tuscania, Chia, Civita Castellana, la Faggeta di Monte Cimino e, a Civita di Bagnoregio, la Valle dei Calanchi. E ancora nelle zone a ridosso dei laghi vulcanici di Vico e Bolsena nei pressi di Capodimonte, fino alla Val d'Orcia e alle Crete Senesi, con tappa nel borgo calabrese di Le Castella e in quello umbro di Casteldilago.

Il legame tra la pellicola da 120 minuti che ha rappresentato un momento di svolta e di assoluta novità nel panorama della commedia italiana, baciata da straordinari consensi di pubblico e critica, e il giovane regista romano che maggiormente può ricordare, rievocare e ricostruire l’epopea de "L’Armata Brancaleone" è stato pensato per costruire un'immaginaria e prolifica linea artistica che possa far emergere trame di convergenze, stili e identità in un'informale conversazione critica e partecipativa con il pubblico in sala.

"Per diversi motivi, a cominciare dall’ambientazione medievale e dall’uso di una lingua inventata – spiega Franco Monti, presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, che modererà l'incontro – questo film prendeva spunto da una serie di atmosfere, temi, costumi che svariavano dalla tradizione del cinema autarchico di cappa e spada ai grandi esempi internazionali. Basti pensare al trucco e all’armatura del protagonista, Brancaleone da Norcia interpretato da Vittorio Gassman, che rimandava a 'La Sfida del Samurai di Kurosawa'.

'L’Armata Brancaleone' era la dimostrazione che, anche in Italia, era possibile realizzare dei film diversi dal solito, sfidando le produzioni più spettacolari e popolari tipiche delle cinematografie maggiormente evolute. Allo stesso modo, con i suoi corti che hanno rastrellato un'infinità di riconoscimenti e i due lungometraggi, 'Lo chiamavano Jeeg Robot' del 2015 e, recentissimo, l'originale 'Freaks Out', Mainetti ha dimostrato che, anche in Italia, si possono realizzare film capaci di competere con la spettacolarità hollywoodiana, mescolando azione e commedia.

In fondo sia il protagonista del suo primo film che il quartetto dei personaggi principali dell'ultimo, oltre che somigliare agli eroi dai superpoteri cari alla tradizione fumettistica americana, rimandano appunto anche ai burattini di Brancaleone & Co., ai disperati della commedia italiana, ai soliti ignoti dell’omonimo film, alla coppia di antieroi de 'La Grande Guerra', non a caso tutti film firmati dal Maestro Monicelli. Per questo ci è sembrato opportuno creare questo connubio che, nell'incontro di Bolsena, riserverà sicuramente un percorso ricco di sorprese".

Una conversazione a tutto tondo per far rivivere, nell'era dei confinamenti sociali e delle proiezioni domestiche delle serie sulle piattaforme streaming, le sale cinematografiche come luogo di scambio attivo di passioni e condivisione di emozioni e conoscenza, attraverso un modello di proiezioni e incontri con significativi personaggi del cinema nazionale. L'ingresso al cinema è di 5 euro. Per partecipare occorre essere muniti di Green Pass ed indossare correttamente la mascherina.

Per ulteriori informazioni:
347.0509484