cultura

"Gigi Proietti sul palcoscenico dell'Umbria". Libro-ricordo a un anno dalla scomparsa

giovedì 4 novembre 2021

"A Roma sono nato io, ma Porchiano del Monte, l’Umbria, fanno parte delle cose da tenere della mia vita". Il borgo arroccato su una collina dell'Amerino era la terra natale dei genitori di quel mostro sacro dello spettacolo che è stato (e resta) Gigi Proietti. All'attore, comico, doppiatore, cabarettista, conduttore televisivo ma anche scrittore, regista, cantante e direttore artistico che, fin da piccolo, lì ha trascorso lunghi periodi, tornando di tanto in tanto per coltivare "il vizio dell'Umbria", è dedicato il libro "Gigi Proietti sul palcoscenico dell'Umbria", pubblicato da Gambini Editore.

Una gradevole incursione narrativa, abilmente scritta da Mara Quadraccia, presidente dell'Unitre di Amelia, consigliere nazionale dell'Unitre e fiduciaria della Condotta Slow Food Terre dell'Umbria Meridionale che svela l'autenticità di un uomo prodigo e di un artista acutissimo, spentosi il 2 novembre 2020, nello stesso giorno in cui avrebbe compiuto 80 anni. Proprio in questi giorni la sua storia torna a vivere, almeno sulla carta, con un volume che ricostruisce l’imprinting ricevuto nei luoghi dell’infanzia e della giovinezza popolati di personalità quali il postino, il prete, la fornaia, il dottore e il maestro trasformati in personaggi.

Dal palcoscenico naturale in cui questi recitavano la loro parte, sullo sfondo tutto vicoli e botteghe di paese, a quello del Teatro Spazio Fabbrica di Lugnano in Teverina dove il libro sarà presentato sabato 6 novembre alle 17 il passo è breve e ricco di aneddoti nel segno dell'ironia necessaria, talvolta, a superare le difficoltà. Accanto all'autrice, docente di lingue e guida turistica, interverranno Cristina Ranucci della Pro Loco di Porchiano del Monte, il vicesindaco Alessandro Dimiziani, e l'editore Isabella Gambini. Letture a cura di Cristina Caldani e Giancarlo Sgrigna.

Pagina dopo pagina, testimonianza dopo testimonianza, la vicenda biografica passa anche attraverso l’impatto che luoghi e personaggi dell’infanzia e della giovinezza hanno avuto sulla formazione personale. E se è vero che si mantengano i doni ricevuti, solo ridonandoli agli altri, Gigi Proietti ha restituito molto all'Umbria attraverso la sua arte. Memorabili le sue performance nei teatri di Perugia e Terni, per il Premio San Valentino, ma anche Todi, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, e ancora Amelia, Narni, Gubbio, Città di Castello e sì, anche Orvieto.

Due, sulla Rupe, le tappe significative per altrettanti appuntamenti che riscossero grande successo. La prima volta fu nel novembre 1998 per il debutto al Teatro Mancinelli dell’opera teatrale “La Pietà” di Vincenzo Cerami e Nicola Piovani. Uno Stabat Mater concertante per due voci femminili, quelle di Rita Cammarano ed Amii Stewart e, appunto, la sua, inconfondibile ed intensa. La seconda volta, a settembre 2002, nell'insolito spazio della Piazza d’Armi dell'ex Caserma Piave, dove il grande mattatore portò in scena "Io, Toto e…gli altri".

L'ingresso è libero, il Green Pass obbligatorio.

Per ulteriori informazioni:
348.6966592