cultura

"Il Santuario Ritrovato. Nuovi scavi e ricerche al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni"

giovedì 8 aprile 2021
di Davide Pompei
"Il Santuario Ritrovato. Nuovi scavi e ricerche al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni"

Non solo Apollo, ma anche Fortuna Primigenia, Iside e una statua in marmo raffigurante Igea. Insieme alle effigi delle divinità, dalle acque di San Casciano dei Bagni affiorano nuove scoperte. Ad agosto dal fango caldo del Bagno Grande erano riemerse le tracce dell’ingresso monumentale di un santuario romano e, abbandonato sulla soglia, un altare in travertino. L’iscrizione "Sacro ad Apollo" non sembrava lasciare alcun dubbio sulla divinità tutelare al quale il sito era consacrato.

Eppure alla ripresa delle attività, tra settembre e ottobre – con tutte le difficoltà del caso legate ad operazioni che avvengono nell'acqua calda e con le ristrettezze imposte dal protocollo di contrasto al Covid – il team del Roman Baths Project ha visto riapparire nello scavo stratigrafico di un orto abbandonato, a pochi metri dalle polle pubbliche ancora oggi in uso, altre vestigia del santuario romano intatto, attiguo alle vasche moderne, il cui carattere sacro era suggellato da altari.

Le mani che, per prime, hanno avuto il privilegio di toccare tanta storia, strappandola dal fango, sono quelle di giovani studenti provenienti dalle Università di Siena, Pisa, Firenze, Roma La Sapienza, Sassari, Dublino e Cipro. Lo scavo archeologico è in concessione al Comune da parte della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ed è stato concepito fin da subito come una collaborazione di ricerca e tutela con la Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo.

La direzione dello scavo è affidata all'archeologo Emanuele Mariotti, esperto di topografia e geofisica applicata all’archeologia, e il coordinamento del Comitato Scientifico è di Jacopo Tabolli, funzionario della Soprintendenza e docente a contratto dell’Università per Stranieri di Siena. Nel Comitato Scientifico anche Stefano Camporeale (Università di Siena), Paraskevi Christodoulou (University of Cyprus), Hazel Dodge (Trinity College Dublin) e Lisa Rosselli (Università di Pisa).

Emanuele Mariotti e Jacopo Tabolli sono anche i curatori del volume "Il Santuario Ritrovato. Nuovi scavi e ricerche al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni", appena pubblicato dalla Casa Editrice Sillabe. In 227 pagine – in italiano e con alcuni capitoli in inglese – sono raccolti gli studi sull'area di oltre trenta autori, spaziando nel racconto dalla Preistoria del Monte Cetona allo sviluppo della città etrusca di Chiusi alla romanizzazione di questo lembo di bassa Toscana.

Già in programma altre due iniziative. La prima è la Lectio Magistralis "Nell'Acqua Sacra del Bagno Grande" che si terrà domenica 11 aprile alle 12 direttamente dal sito in Via della Fontaccia. L'evento sarà trasmesso in streaming sulla Pagina Facebook del Comune. La seconda è l'inaugurazione del nuovo percorso espositivo alle Stanze Cassianesi – in Piazza della Repubblica, 4 – che, salvo variazioni, è prevista per sabato 24 aprile alle 17.

"Stiamo realmente riportando a nuovo splendore – sottolinea il sindaco, Agnese Carlettiun antico santuario all’interno delle terme romane, quelle che nei secoli hanno reso grande San Casciano dei Bagni e che ora ci offrono una nuova possibilità di crescita, culturale prima di tutto, ma non solo. Tutto ciò è motivo di grande orgoglio. E lo è anche essere riusciti a farlo in breve tempo. La consapevolezza che ci guida è che la ricchezza archeologica dovrà essere resa fruibile".

"La scoperta – aggiunge il soprintendente, Andrea Muzziè avvenuta in un punto focale del territorio comunale e certamente la sfida sarà, per tutte le istituzioni coinvolte, dal Comune, alle Università e al Ministero stesso, nel riuscire a presentare e conservare il tutto in modo che tante persone, condotte qui per la bellezza paesaggistica di queste terre, possano scoprirsi interessati alle tante, e nuove aggiungerei, ricchezze archeologiche".

"L’idea che guarda alla riscoperta delle antiche terme – spiega il direttore di scavo, Emanuele Mariottiviene da lontano e, nel corso degli ultimi dieci anni, ha visto l’alternarsi di varie iniziative. Dal 2018 il progetto si è strutturato e ha definito i propri obiettivi archeologici, storici, paesaggistici e topografici. Si è fatto largo uso delle più moderne ed efficaci tecnologie di remote sensing, come la geofisica di ultima generazione e sensori speciali montati su drone".

"Pubblicare integralmente uno scavo a meno di sei mesi dalla sua conclusione – osserva il funzionario archeologo, Jacopo Tabolliè piuttosto raro. Ha animato questo progetto la voglia di condividere con la comunità scientifica, con i colleghi preposti alla tutela e alla valorizzazione e con il pubblico interessato all’archeologia i primi risultati di uno scavo che siamo certi anche nei prossimi anni restituirà tracce importanti del paesaggio religioso romano del territorio".

L’impianto monumentale del santuario conduce al di sopra di un luogo sacro in epoca etrusca, almeno durante l’Ellenismo. In Età Augustea assume la forma di un edificio con copertura a compluvio su un bacino centrale circolare, poggiante su quattro colonne tuscaniche, e con propileo di ingresso a Sud delimitato da due colonne a base attica. A seguito di un drammatico incendio avvenuto probabilmente alla metà del I secolo d.C., l’edificio fu ricostruito e ampliato.

Verso la fine del II secolo d.C., tre altari in travertino con dediche anche a Fortuna Primigenia e ad Iside sono deposti nel cuore del santuario, sul bordo della vasca della sorgente calda, che sgorga a 42 gradi. Un universo di divinità che, se associate ad Apollo, Esculapio e ad Igea, forma un variopinto quadro del sacro di questo santuario. Un bagno effettivamente grande dal momento che, in un solo luogo, accoglieva insieme così tante e diverse divinità.



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sancascianoliving@gmail.com