cultura

Il viaggio inatteso

giovedì 7 gennaio 2021
di Mirabilia-Orvieto
Il viaggio inatteso

"Quando i Magi fecero visita a Erode tutto potevano immaginare meno che, in quella terra, i capi politici e religiosi fossero totalmente refrattari ad ogni novità dello Spirito".


Per la fede cristiana si è compiuta la promessa e si è compiuta davvero il giorno di Natale. Cristo è venuto per Israele, è venuto per tutti i popoli e per tutta la storia poiché la Pasqua che da qui nasce, ci ricorda la liturgia dell’epifania, riguarderà veramente tutti. Tutti conoscono il racconto mitologico della venuta dei questi sapienti dall’Oriente che si misero in viaggio seguendo una luce, cioè un’intuizione di qualcosa di profondo nel loro cuore e nella loro mente. Fu la tradizione a chiamarli Magi per nascondere alla comunità cristiana che erano in realtà ‘maghi’ e astrologi, un’attività severamente condannata nell’Antico Testamento. Saranno proprio questi personaggi, provenienti da terre pagane e culture lontane, a capire che nel mondo stava accadendo qualcosa di grande, di importante, e a decidere di incamminarsi, di avvicinarsi a questo qualcosa.

Ma la stella che era apparsa all’inizio del viaggio, lungo il cammino sembrava non esserci più. Così, giunti finalmente alla capitale della Giudea, Gerusalemme, incominciarono a chiedere a tutti: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei; abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adoralo”. La notizia della venuta di un nuovo re aveva agitato il potere poiché il potere non vuole che qualcuno prenda il suo posto! Il re Erode, governatore di quella regione, riunì allora tutti i capi dei sacerdoti e degli scribi per saperne di più. Anche conoscendo l’attaccamento al potere di Erode (colui che poco più tardi ordinerà la strage degli innocenti) furono proprio essi a rivelare a Erode il luogo preciso dove, secondo la Sacra Scrittura, il bambino sarebbe nato: Betlemme.

Entrando a Gerusalemme i Magi avevano messo i piedi in un terreno minato. Erode, invece di fermarli, pensò bene di servirsi di loro. Così, convocati in segreto i misteriosi viaggiatori, il re rivelò loro il luogo preciso dove trovare il bambino chiedendogli di ritornare poi ad informarlo… “perché anch’io venga ad adorarlo”. Tutto potevano immaginare meno che, in quella terra, i capi politici e religiosi fossero totalmente refrattari ad ogni novità dello Spirito. Ad indicare ai Magi la strada furono proprio coloro che invece di attendere quell’evento volevano osteggiarlo. Sulle parole di Erode i Magi si diressero allora verso Betlemme ed ecco che, in quello stesso istante - sottolinea l’evangelista - la stella che avevano visto spuntare all’inizio del viaggio riapparve nuovamente, ma questa volta li precedeva.

La stella apparsa in un primo tempo così nitida li aveva ad un certo punto abbandonati. Sembrava che il loro cammino fosse stato una chimera, una vana speranza e invece si era solo temporaneamente offuscato. Fu lo stesso Erode, l’uomo ossessionato dal potere che aveva già ucciso tre figli di cui l’ultimo tre giorni prima della morte, a spianare la strada verso il Signore. A Betlemme erano venuti in molti e da molti luoghi per dire e per proclamare ciò che stava accadendo: erano venuti gli angeli e con loro i pastori, e ora anche i Magi, insomma viene il Cielo e la Terra all’incontro con questo momento.
Quando persero la loro stella i Magi seppero aspettare, seppero attendere continuando a scrutare il cielo nella notte, anche se nel loro cuore forse si era fatta strada l’idea che tutto era stato solo un’illusione e invece era proprio quello il momento in cui si trovavano vicini al mistero.

Quel ‘rallentamento’ verso Dio non era altro che l’ultimo ostacolo prima dell’orizzonte ritrovato, dell’esplosione della gioia. Il ricordo di quella stella splendente nel cielo, di quella intuizione originale, non aveva mai abbandonato il cuore dei Magi che perciò continuarono a cercare, a seguire, a esplorare… e non sono stati delusi! Essi hanno compreso che ogni rallentamento avviene perché nella vita ci sono delle situazioni di paura, di dubbio, come pure di rifiuto e di violenza incarnate dal re Erode che fingendo di accogliere il mistero tramava nel suo cuore il modo per ucciderlo, per toglierlo di mezzo. Sono proprio queste situazioni che bloccano il cammino della verità, della pace e della luce. Ma a tutto questo i Magi non diedero spazio lasciando Erode da solo, senza sapere cosa veramente fosse accaduto.


Duomo di Orvieto