cultura

"Emeroteca Digitalizzata" al servizio della comunità. Partita l'archiviazione dei documenti

sabato 21 novembre 2020
di Davide Pompei
"Emeroteca Digitalizzata" al servizio della comunità. Partita l'archiviazione dei documenti

Nel flusso indistinto di dati che transitano quotidianamente sul web, c'è un mondo di carta – chissà ancora per quanto – che ha scritto le pagine della storia di una comunità, lasciando non solo traccia ma anche forma compiuta di quello che è stato. Difficile, mai come ora, dire quello che sarà, eppure riorganizzare quel materiale dando vita ad una Emeroteca Digitalizzata che dia dignità a tanto materiale agevolandone la consultazione è la via perseguita alla Biblioteca Comunale di Paciano, nell'ambito del progetto "Mente Glocale".

A Palazzo Baldeschi è partita all’inizio di ottobre l’attività di archiviazione di documenti che approderà alla realizzazione di una vera e propria emeroteca, fruibile anche on line sul sito Internet di "TrasiMemo. Banca della Memoria del Trasimeno". Il progetto è reso possibile grazie alla sinergia tra la Pro Loco e i responsabili locali del Servizio Civile che danno forma all'archivio acquisito dal Comune, grazie ad una donazione del giornalista Andrea Chioini. Propedeutica all’attività di riorganizzazione dei documenti è stata la formazione teorica svolta in primavera.

In pieno lockdown, con l’intervento di due esperti, l'antropologo Daniele Parbuono e l'archivista Mario Squadroni, dell'Università degli Studi di Perugia. Dopo questa prima fase, ha avuto inizo la sistemazione della raccolta dei quotidiani, a tiratura sia locale che nazionale, a partire dagli anni '90. La prima testata giornalistica ad essere verificata e inserita nell'emeroteca è il Corriere dell'Umbria, il giornale in edicola ormai dal 18 maggio 1983, con pagine dedicate ai dettagli della vita delle due province di Perugia e Terni.

I volontari del Servizio Civile stanno sviluppando modalità di accessibilità all'archivio e, al momento, si sta riflettendo sulla possibilità di leggere tali materiali documentali anche nella dimensione degli open data. "È possibile partire da questa collezione – spiega il giornalista Rai – per individuare dati relativi a sanità, territorio, cultura, turismo che, se appositamente organizzati, resi 'open' e messi a disposizione in maniera opportuna riescono, poi, nelle loro rappresentazioni, ad esempio nelle App degli smartphone a diventare parte integrante della nostra vita".

Un patrimonio, insomma, non solo da archiviare ma anche valorizzare e rendere fruibile. "Ci si sta adoperando – informa l’assessore alla cultura, Cinzia Marchesiniper rendere accessibile il tutto. Grazie al contributo della Pro Loco si sta procedendo a creare un archivio visibile e fruibile affinché questo patrimonio culturale possa rispondere adeguatamente ad interessi diversi, possa essere pensato per differenti pubblici e possa essere oggetto di studio da parte di esperti e di appassionati che vogliono collaborare a costruire una nuova eredità patrimoniale".