cultura

I vecchi tavoli da lavoro delle tabacchine diventano banchi per la lettura

giovedì 5 novembre 2020
di Davide Pompei
I vecchi tavoli da lavoro delle tabacchine diventano banchi per la lettura

Per anni quel legno è servito da piano su cui smistare il tabacco raccolto nella Media Valle del Tevere. Una volta cessata l'attività, è rimasto lì a degradare lentamente. Ad agosto, però, due di quei grandi tavoli sono tornati a nuova vita, completamente restaurati e con una nuova funzione. Sono i vecchi tavoli da lavoro del Tabacchificio Pietromarchi, diventati banchi per la lettura e l'esposizione di volumi all'interno della Biblioteca Comunale "Luigi Salvatorelli".

Un recupero importante, sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Marsciano, che si è reso possibile grazie all’opera di restauro, fornita gratuitamente, di Giuseppe Ricci. Il desiderio di restituire ai marscianesi un reperto della loro storia era nato durante la stesura del libro "Dal verde al giallo. Storie di terra, di donne e di tabacco" curato nel 2013 da Gaetana Luchetti per Crace Edizioni e accompagnato da un prezioso lavoro di documentazione fatto sul territorio.

Con il coinvolgimento diretto delle ex "tabacchine", ovvero le lavoratrici del tabacchificio, nell'ambito del più ampio progetto-laboratorio di teatro diffuso "La storia nelle mani della gente", tenuto insieme a Laura Liotti in collaborazione con l’Unitre di Marsciano che, nel 2012, si aggiudicò il Premio Europeo, bandito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la promozione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni.

Una gestazione, quella del libro, durata due anni trascorsi a scavare negli anfratti di aneddoti e ricordi per restituire, così come fatto per i fornaciai con il volume "Mani e mattoni", veri e propri spaccati di quotidianità, tradizione e umanità. "Visitando il Tabacchificio Pietromarchi che, da anni, attende una giusta attenzione strutturale – spiega l'autrice – ho capito il valore della memoria storica di quel periodo nella nostra comunità.

Al contempo ho temuto una verosimile dimenticanza, tipica di questa società frenetica e mutevole. Ho voluto fortemente che i due unici banchi di cernita dimenticati in un pertugio dello stabilimento fossero riportati all'originaria bellezza. Ora sono in una stanza della nostra biblioteca a testimonianza di un vissuto che non è mai finito del tutto". A chi ha ideato e tenuto le fila di questa iniziativa, il ringraziamento sentito di Comune e comunità.

"Non si è trattato solo di ridare colore a tavoli destinati ad inesorabile disfacimento – sottolinea il vicesindaco Andrea Pilati ma di recuperare spazi di lavoro dal grande valore simbolico restituendoli ad un nuovo utilizzo, in un senso di continuità culturale tra passato e presente che lega tra loro le generazioni. Il banco dove nel 1942 le donne smistavano le foglie di tabacco è oggi un comodo appoggio dove i giovani possono leggere. Anche le storie di quelle donne".