cultura

Mostra antologica di Oliviero Calvino a Civitella del Lago, "luogo dell'anima"

venerdì 9 ottobre 2020
Mostra antologica di Oliviero Calvino a Civitella del Lago, "luogo dell'anima"

Sarà inaugurata sabato 10 ottobre, alle 17, la mostra antologica di Oliviero Calvino allestita fino a domenica 8 novembre nella Sala Brizzi del Palazzo degli Atti a Civitella del Lago. La mostra, patrocinata dal Comune di Baschi, dall’Associazione Culturale "Civitellarte" e dalla Comunanza Agraria di Civitella del Lago, espone circa 40 tele dell'artista che scelse Civitella del Lago come "luogo dell’anima", dove è vissuto dal 1987.

Il percorso espositivo prende in considerazione le opere di ogni periodo dell'artista, ripercorrendone la storia espressiva negli snodi fondamentali della sua evoluzione, dagli esordi alle ultime realizzazioni. Si potranno così ammirare opere realizzate negli anni '80 e '90 con tecniche, stili e soggetti diversi che spaziano dal mondo delle auto da corsa, ai paesaggi romani e umbri, ai "ritratti" di opere concettuali.

La mostra sarà aperta sabato e domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30. L'ingresso è gratuito. Per ulteriori informazioni e prenotazioni per aperture infrasettimanali è possibile contattare i numeri 328.1911108 – 347.9347221.

Oliviero Calvino
Nasce a Milano nel 1935. Ha studiato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Roma, ove è stato allievo, fra gli altri, di Virgilio Guzzi, Libero De Libero, Marino Mazzacurati e Toti Scialoja. Giovanissimo ha lavorato in studi di grafica pubblicitaria e di scenografia, svolgendo inoltre attività indipendente come disegnatore di copertine di libri, illustratore, pittore ed eseguendo decorazioni in studi professionali, uffici, case private.

Ha viaggiato a lungo in Europa, Stati Uniti, Nord Africa, Medio Oriente, India, dipingendo all’acquarello e ad olio. Dopo una parentesi di circa dieci anni durante i quali si è dedicato ad altri interessi, dagli anni '70 ha ripreso l’attività artistica sperimentando diversi modi espressivi (fotografia, filmati - come ”Teodora la porta” e “Esperimenti percettivi”- eventi/concetti, reperimenti) per tornare quindi alla pittura dipingendo “ritratti” di opere concettuali degli anni ‘69/’75 (Mike Helzier, Walter De Maria, Peter Hutchinson, Jannis Kounellis) nonché opere di grandi dimensioni filmate e poi distrutte.

Nel 1982 una mostra di opere su carta è allestita nella Libreria Giulia in Roma. Nel 1984 una personale di oli su tela e dipinti su carta si è tenuta alla Galleria Pantha Arte di Como. Nel 1985, alla Libreria Giulia di Roma si è tenuta una mostra di dipinti a olio su tela, “Epifanie”, in un ciclo intitolato “In viaggio da Via Cassia”, il cui movimento di partenza è dato dalla raccolta di poesie di Mario Quesada “Notizie da Via Cassia”.

Nel presentare alla televisione la sua prima mostra (“Primissima” su RAI 1) Vanni Roncisvalle lo ha definito “un Otto Dix in vena di allegria”, mentre sempre su RAI 1, a proposito dell’ultima mostra, è stato detto: “Nella sua pittura Calvino appare ricercare ciò di cui Victor Hugo ha detto: la natura, che mette sull’invisibile la maschera del visibile, è un’apparenza corretta da una trasparenza”.

Sul “Corriere Della Sera” Enzo Bilardello ha scritto: “La pittura di Oliviero Calvino è colta, nel senso che si basa sostanzialmente su esperienze altrui, soprattutto Bacon, dal quale prende a prestito certe sprezzature del pennello, un gusto della deformazione temperato dal suo spirito più conciliante, alieno dalla ferocia descrittiva del maestro inglese. Su questo nucleo operano poi altre influenze, cordialmente studiate per dare all’immagine una pienezza d’impasto, un ricco gusto descrittivo che fa pensare a delle trascrizioni moderne di opere gloriose, come nel caso della “Mademoiselle Rivière” tratta da Ingres”.

Mario De Candia su “La Repubblica”, dal suo canto ha parlato di: “Interessanti opere di grandi dimensioni, tempere su carta, di un autore che si muove in campi di ricerca e realizzazione progettuale i quali uniscono toni e modi delle esperienze della pittura contemporanea”.