cultura

Osvaldo Bevilacqua e Michele Mirabella chiudono "Civita Luogo del Pensare"

sabato 5 settembre 2020
di Davide Pompei
Osvaldo Bevilacqua e Michele Mirabella chiudono "Civita Luogo del Pensare"

"Un nuovo straordinario viaggio attraverso l’Italia insieme a una guida d’eccezione". Si presenta così "Il Paese dei mille paesi", l'ultima fatica letteraria dell'inossidabile giornalista Osvaldo Bevilacqua – nato a Orte nel 1940 – che in 256 pagine pubblicate fuori collana nel 2019 da RaiLibri conduce alla scoperta di mete inconsuete, spesso escluse dai più classici circuiti turistici, ma imperdibili, ricche di bellezze, di attività e mestieri. Dall'estremo Sud, passando per i tantissimi campanili del Centro, fino alle magnifiche vette alpine.

Sì, perché "l’Italia è famosa nel mondo per le sue grandi città e per gli impareggiabili capolavori artistici che le impreziosiscono, ma anche per tantissimi piccoli borghi, disseminati lungo le sue coste o arroccati sulle sue colline". Oltre ad essere dei veri e propri gioielli da scoprire dal punto di vista naturalistico e culturale, sono anche centri di creatività operosa e di variegate attività artigianali, che li rendono trame del tessuto di quello che comunemente viene chiamato "Made in Italy". L'occasione per parlarne arriva lunedì 7 settembre alle 21.30 all'Auditorium Taborra di Bagnoregio.

Il contesto è quello della prima edizione di "Civita Luogo del Pensare", la rassegna arrivata un po' a sorpresa nel mezzo di quell'estate in cui tutto sembrava destinato a fermarsi. Sei le date e altrettanti gli spunti per riflettere a partire da uno de "I Borghi più belli d'Italia". Un evento "che – ribadisce il sindaco di Bagnoregio, Luca Profilinasce in un anno che difficilmente dimenticheremo, quello del Covid-19. Viene al mondo tra tutte le difficoltà di questo momento, con una forza unica: quella di chi coltiva la speranza, il futuro, la gioia del vivere e dell'essere liberi".

"Tutto – prosegue – ha preso vita a Civita, con gli occhi su Piazza San Donato, dove più volte ho voluto e ho avuto il piacere di incontrarmi con due residenti preziosi nel cucire la veste di questa prima edizione come Paolo Crepet, psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista, e Valentina Bisti, giornalista del Tg1 reduce dalla conduzione di Unomattina, che indica la città che muore come modello della migliore Italia nell’ultimo libro 'Tutti i colori dell’Italia che vale. Storia di un Paese che guarda avanti' (RaiLibri, 2020), un vero e proprio prontuario di informazioni positive".

L'ingrediente che rappresenta la stella polare dell'operazione, dunque, è l'amicizia. "Ognuno – chiarisce il primo cittadino – ha dato, senza nulla avere se non la condivisione della gioia che si può provare quando si costruisce un qualcosa di positivo per un luogo che si porta, per vari motivi, nel cuore. A fare da cornice le attività commerciali e ristorative che rendono bella e viva Civita ogni giorno dell'anno". Anche questo appuntamento, come gli altri, sarà preceduto alle 19.30 dall'intrattenimento musicale affidato, in questo caso, a Marcello Balena.

Bevilacqua racconterà delle bellezze del territorio sulla propria pagina Facebook, che ha registrato in pochi mesi 5 milioni di visualizzazioni. Sarà, inoltre, realizzato un servizio su Civita di Bagnoregio che il giornalista sta preparando in collaborazione con la partecipata del Comune, "Casa Civita", che punterà a mettere in evidenza non solo lo straordinario paesaggio e l'unicità di questo luogo ma anche l'artigianato locale e l'enogastronomia.

La presenza della Libreria Novarea garantirà la possibililità del firmacopie. Così come è stato per "Libertà" (Mondadori, 2019) di Paolo Crepet, un viaggio intorno a un concetto che non rimanda a un impulso – a volte appena percettibile, a volte prorompente – presente in ognuno e capace di aprire porte e dischiudere casseforti, sollevare tappeti impolverati, agitare venti imprevisti, sfidare rassicuranti quotidianità. Disponibile da martedì 15 settembre anche il suo ultimo saggio "Vulnerabili. Cosa abbiamo imparato dal virus e quale futuro ci attende" (Mondadori, 2020).

Dopo l'intervista a Mario Brunello, il primo violoncellista italiano a vincere nel 1986 il Concorso Internazionale "Čajkovskij" di Mosca, che ha suonato all'alba al Giardino del Poeta, in una delle viste più suggestive della Valle dei Calanchi "come regalo per l'anima in un luogo candidato a diventare Patrimonio dell'Umanità", e l'incontro con Valentina Bisti – il padre è originario di Bolsena – sarà, dunque, la volta dello storico volto di "Sereno Variabile", la trasmissione Rai entrata nel 2015 nel Guinness World Records come il programma televisivo più longevo del mondo con lo stesso conduttore.

A Stefano Angeli, invece, è affidata l'introduzione in musica dell'incontro di venerdì 11 settembre, sempre alle 21.30, che vedrà ospite il personaggio televisivo, regista teatrale e attore pugliese Michele Mirabella per presentare "Quando c'è la salute. Storie vere o supposte: curiosità, miti e dicerie della medicina" (RaiLibri, 2019), un compendio leggero di informazioni, modi di dire, pettegolezzi e illazioni – stilato insieme al giornalista, traduttore e sceneggiatore Sandro Settimj – che circondano la storia della medicina, tra eventi, scoperte e personaggi antichi e moderni.

Nell'ambito di "Giovani autori a Bagnoregio", appendice di "Civita Luogo del Pensare", infine, domenica 6 settembre alle 17.30 nel Giardino del Ristorante Winebar Caffetteria "Magna Civita" (Piazza Sant'Agostino 10 E/F, Bagnoregio), con il patrocinio del Comune, sarà presentato il libro di Sara Del Bello "Esperienza, politica e antropologia in Marìa Zambrano. La centralità della persona" (Edizioni Mimesis). Introdurrà l'inizativa David Crescenzi. Dialogherà con l'autrice, Giuletta Ottaviano, dottore di ricerca in Scienze Umane e docente di Storia e Filosofia. In 257 pagine, il volume attraversa i nodi fondamentali del pensiero zambraniano: il dato esperienziale, il punto di vista antropologico e la prospettiva storico-politica.

"Muovendo dal contesto storico-sociale in cui si trova a vivere e radicalmente condizionata dall'elemento esperienziale, la filosofa e regista spagnola delinea un pensiero che è viva espressione dell'incontro tra la dimensione speculativa e l'elemento vitale, a suo giudizio indispensabile per comprendere profondamente l'essenza umana. La sua riflessione filosofico-politica, pienamente incarnata dalle mujeres - che anticipano per molti versi il pensiero della differenza sessuale - traccia un percorso articolato intorno ai nodi della responsabilità, della coscienza, dell'auto-coscienza, della relazionalità, dell'alterità e dell'accoglimento della realtà, così da giungere alla costruzione di una dimensione sociale concretamente democratica e, dunque, umana.

Ruotando intorno al concetto cardine di persona, all'interno di un orizzonte intellettuale, in parte di tipo esistenziale, in parte di carattere cristiano, l'umano costituisce l'elemento di fondo del filosofare zambraniano. El saber del alma, las entrañas, il sentire originario, la razon poética, i chiaroscuri rappresentano, così, i tratti peculiari della sua riflessione, che scorre fluida e circolare ben al di là di ogni tipo di sistematizzazione".