cultura

Nuovo libro per Susanna Tamaro, lontano dalle scene ma non dal suo pubblico

mercoledì 29 luglio 2020
di Davide Pompei
Nuovo libro per Susanna Tamaro, lontano dalle scene ma non dal suo pubblico

Abita qui da prima di diventare famosa. La prima volta che ci ha messo piede era a 18 anni, per un convegno sul cinema. Poi ci è tornata per "Geo". E il destino ce l'ha riportata nel 1989. In cerca di aria buona da respirare come cura all'asma, ad una festa ha incontrato "La Molinella" e qui ha finito per scrivere 29 dei suoi 30 libri. I numeri, in realtà, non sono proprio precisi ma all'elenco se ne aggiungerà presto un altro. "Una grande storia d'amore", quella tra due anime gemelle, il romanzo in uscita sempre per Solferino giovedì 17 settembre, 288 pagine che segnano il suo ritorno pieno alla narrativa.

"Venire a vivere sulle colline di Porano, a pochi chilometri da Orvieto – ha spiegato Susanna Tamaro, ospite della Fondazione Luca & Katia Tomassini – è stato molto differente dal mondo di origine. Qui c'è un tempo ottocentesco, l'Umbria non ha fretta. Ha una grande quantità di arte e natura, ma c'è anche un livello caldo di relazioni umane. A 7 anni, in gita da Trieste a Roma, ad Assisi comprai una cartolina dicendo che da grande avrei vissuto in Umbria e così è stato. Sono grata e felice della vita sociale che ho tessuto in questi anni".

Dalle escursioni con la Sezione CAI ai corsi di Tai Chi con "La Tigre e il Dragone", passando per le lezioni di musica, i progetti naturalistici con le scuole e Slowfood e l'impegno nel CdA dell'Opera del Duomo di Orvieto. Eccola, l'autrice di "Va' dove ti porta il cuore", il bestseller da 16 milioni di copie vendute che l'ha fatta conoscere a tutto il mondo. A quello pubblico, a dicembre 2019, in occasione del suo 62esimo compleanno festeggiato al Vetrya Corporate Campus facendo dono del Mac originale del 1992 con cui quel libro fu scritto, ha idealmente detto addio. Pochi viaggi e pochi incontri, anche con gli studenti.

Un ritiro a vita privata per sottrarsi alle fatiche legate alla Sindrome di Asperger di cui soffre, che d'ora in avanti prevederà pochissime eccezioni. Mercoledì 16 settembre, tuttavia, il nuovo libro sarà presentato in anteprima a Milano, nella sede del Corriere della Sera, in Sala Buzzati. Domenica 20 settembre, invece, a Pordenonelegge 2020, la 21esima edizione della Festa del Libro con gli Autori, presentata martedì 28 luglio, che torna in presenza nel cuore della città e si irradia in sette centri della provincia friuliana, ma anche sul web con una proposta streaming degli appuntamenti in cartellone.

In corso, intanto, la gara tra illustratori per la copertina dell'atteso romanzo di Edith e Andrea. "Avere un successo mondiale non è facile. Sono molto distratta e non me lo ricordo. Mi sento sempre molto smarrita nel mondo. Per questo, cerco una vita più rilassata. Ho avuto un rapporto pessimo con l'ufficialità, i media e le accademie. La mia forza è stata il grande rapporto con il pubblico. Per anni ho risposto a migliaia di lettere ricevute anche dal Vietnam e le Filippine. Ho scoperto che nessun artista risponde. Solo Herman Hesse lo faceva, ed io. Ho seminato molto.

Da scrittrice sono grata al mio pubblico, e viceversa. Spesso ci dimentichiamo di questa gratitudine e della felicità che nasce nel condividere qualcosa. Arrivare a parlare a popolazioni così lontane, mi dà l'idea che ho toccato qualcosa nell'umano. È questa la più grande ricchezza, più importante anche di quella economica. Sono sempre stata incapace di gestire i miei soldi. Sì, mi sono comprata casa, auto e un computer ma non ho molte esigenze. Per questo, nel 2000 ho ceduto i miei guadagni a una Fondazione e non me ne sono mai pentita.

I soldi di 'Va' dove ti porta il cuore' sono andati a supportare progetti di sviluppo. Quando hai un successo così grande, devi investire in sociale per creare condizioni di vita migliori, a partire dalle donne e i bambini. Per 15 anni ho ricevuto minacce di morte, una caccia alle streghe dove la strega ero io. Ho letto su un muro 'A morte Susanna Tamaro'. L'odio sparato per anni dai giornali ha creato uno zoccolo di odio, prima dei social. Vivere circondati da questo clima non è stato facile. In libreria, mi è stato detto 'Non la leggo per principio'. In treno, 'Con lei non condivido lo scompartimento'.

Sono sensibile e questo, per un periodo, mi ha tolto anche la gioia di scrivere. Quella felicità non l'ho mai più avuta. Credo, però, nella bellezza. Sono stata abbastanza precoce. Una musicista, oltre che una maestra, mancata. Ho cominciato a parlare a 9 mesi, a 10 anni ero afflitta da mutismo selettivo. La mia bisnonna cantava, il mio bisnonno suonava il violoncello. Quando loro riposavano, andavo lì e suonavo, dando voce al mondo di contrasto interiore che sentivo. Un giorno, però, ho trovato il pianoforte chiuso a chiave. E ancora oggi ho bisogno di suonare, prima di scrivere.

È come se trovassi la musica del libro. C'è una letteratura cerebrale e una più complessa, che sa mettersi sulla sintonia. Trasformo quella in musica in parole. Ho sempre delle note che mi suonano dentro. Ho una mente fotografica e classificatrice, da naturalista. Dal punto di vista letterario, funziona come un grande pozzo di metafore sulla vita, sull'eterno. Tutte le arti richiedono una grandissima disciplina ferrea. L'idea che basti il talento è un po' superficiale. Mai essere soddisfatti. Inorridisco di fronte al mondo della scuola oggi. L'educazione alla vita hanno un quid misterioso.

L'educazione è solo tecnica fatta male e porta una società di disperati. Alzare lo sguardo significa impedirlo. Dal canto mio sono curiosa ed ho una memoria spaventosa, ma anche molti svantaggi che, passati i 50 anni, aumentano. La sindrome neurologica con cui faccio i conti da quando sono nata porta una grande alterazione delle percezione. Vedere i movimenti confusi non consente di muoversi con agilità al ristorante, in albergo o su un treno. Adoro incontrare gli altri, ma devo misurare le forze. Non è un ritiro per disgusto del mondo, ma scelgo di rimanere a casa e donargli un altro libro".

Promessa mantenuta.