cultura

Due pomeriggi nel Medioevo, tra basiliche romaniche e abbazie cistercensi

giovedì 23 luglio 2020
di Davide Pompei
Due pomeriggi nel Medioevo, tra basiliche romaniche e abbazie cistercensi

Approfondire l’arte romanica e il lavoro dei grandi maestri comacini, presenti a Tuscania sul finire dell’XI secolo e, con l’arrivo dei monaci cistercensi dalla Francia all’inizio del XII secolo, l’influenza delle nuove tecniche costruttive con cui venne realizzato il complesso monastico dell’Abbazia Cistercense di San Giusto che riunisce molti secoli di storia in uno splendido luogo. Promettono un vero viaggio nel Medioevo in concomitanza con la riapertura delle basiliche di Santa Maria Maggiore e San Pietro, le prossime visite curate dalla guida turistica ed ambientale escursionistica Aigae Anna Rita Properzi.

Saranno proprio i capolavori dell’architettura medievale romanica i protagonisti delle passeggiate del fine settimana, l'ultimo per quanto riguarda il mese di luglio. "Nell’XI secolo Tuscania – suggerisce la guida che, qui, gioca in casa – era un’importante diocesi ed un potente centro in espansione, di cui ne sono testimonianza i due grandi cantieri che porteranno alla realizzazione delle Basiliche Romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore. Al tempo della loro costruzione, le due chiese si trovavano all’interno della cerchia muraria che proteggeva la città.

Sorsero così intorno alla Chiesa di San Pietro e all'adiacente Palazzo Episcopale alcune torri di difesa, due delle quali fanno ancora parte dell'imponente spettacolo scenografico ed altre due mozzate che si trovano sul lato Sud ed Est del colle. Il quartiere più antico della città, iniziò a spopolarsi quando fu escluso dalla cinta muraria il cui perimetro originario di circa 5 chilometri fu ridotto alla metà, nel XV secolo per motivi economici e difensivi. Le due chiese furono lasciate, a partire da questo periodo, in quello splendido isolamento che oggi incrementa il loro fascino.

Nel 1146 arrivò a Tuscania un piccolo nucleo di abili monaci cistercensi, provenienti da Fontevivo, nei pressi di Parma, abbazia figlia di Clairvaux, che lavoreranno per un altro grande cantiere come l’Abbazia di San Giusto, a pochi chilometri dal centro medievale, nella verde e fertile Valle del Marta. Oggi l’abbazia è stata completamente recuperata dopo secoli di abbandono, grazie all’opera di un privato che le ha restituito una nuova vita". Così come un paziente lavoro di restauro ha riportato agli antichi splendori le Chiese di San Pietro e Santa Maria Maggiore, danneggiate dal terremoto nel 1971.

La prima notizia sicura di una comunità monastica di San Giusto arriva da un documento risalente all'anno 962, quando i monaci benedettini fondarono un monastero seguendo la Regola di San Benedetto da Norcia. Nel 1990 Mauro Checcoli, un ingegnere bolognese e Medaglia d'Oro alle Oimpiadi di Tokio nel 1964, acquistò da un pastore i ruderi con l’intento di farla rivivere. L'appuntamento è per sabato 25 e domenica 26 luglio alle 16.30 nel parcheggio gratuito del Piazzale Vittorio Marinozzi, sotto le mura della città, nei pressi del Ristorante "Sette Cannelle".

Le visite, costo 12 euro, avranno inizio alle 16.45 dalla Basilica di Santa Maria Maggiore e alle 18 ci si sposterà in auto a 4 chilometri di distanza per raggiungere l'Abbazia di San Giusto. La durata complessiva è di circa 3 ore. Consigliato abbigliamento comodo e leggero, acqua, mascherina e gel sanificante. Posti limitati nel rispetto delle norme anti Covid-19, prenotazione obbligatoria. Per chi vorrà, sarà possibile gustare un aperitivo convenzionato al MAG Cocept Store, in Via Torre di Lavello, con prodotti tipici e calice di vino tutto Made in Tuscia, previa prenotazione.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
333.4912669 (anche WhatsApp)