cultura

L'Opera del Duomo premia gli studenti del Liceo Classico

domenica 13 dicembre 2015
L'Opera del Duomo premia gli studenti del Liceo Classico

La Sala Urbani del Palazzo dell'Opera del Duomo ha ospitato sabato 12 dicembre la premiazione del video "L'umanesimo di Dante nella Cappella Nova" realizzato dagli alunni della classe IIIB del Liceo Classico "F. A. Gualterio" di Orvieto Chiara D’Alessio, Gaia Stollo, Tommaso Curto, Silvia Pagnotta, Irene Paolini e Sofia Uffreduzzi, coordinati dalla professoressa Roberta Menichetti.

Il video ha ottenuto il riconoscimento del primo premio nel concorso "Il Corpo Incarnato e Redento: L’Umanesimo Cristiano nel Duomo di Orvieto", proposto dall'Opera del Duomo alle scuole secondarie di Orvieto lo scorso anno.Il lavoro, interamente realizzato dagli studenti, ha sviluppato una ricerca realizzata per i Colloqui Fiorentini nel 2009 sul tema "L'apoteosi di Dante nella Cappella Nova di Luca Signorelli nel Duomo di Orvieto. Ipotesi per una nuova interpretazione dei Magnanimi raffigurati nel basamento".

"Il lavoro - spiegano dalla scuola - prende in esame gli affreschi di Luca Signorelli realizzati all’inizio del cinquecento per decorare la Cappella Nova o di S.Brizio nel Duomo di Orvieto. Il ciclo è grandioso, ricopre l’intera superficie ed ha come soggetto il tema del Giudizio Universale, inserito però, ed è questo un unicum già sottolineato dal Vasari, in un più ampio piano iconografico che comprende tre livelli di lettura. Sulla volta, iniziata da Beato Angelico, la figura del Cristo giudice, le schiere angeliche e un vasto conclave celeste, composto dai dottori della Chiesa, gli apostoli, i patriarchi, le vergini e i martiri; sulle pareti le sette grandi scene della dottrina escatologica: la predicazione dell’anticristo, l’apocalissi, la resurrezione delle carni, i dannati, l’ingresso all’inferno, l’ascesa al paradiso, i beati; sulla parte inferiore delle pareti, la raffigurazione dei magnanimi, all’interno di spazi decorati con grottesche e tondi monocromi con scene delle loro opere.

Elemento di assoluta originalità dell’affresco, iniziato da Beato Angelico, su commissione dell’Opera del Duomo nel 1447 e completato dal Signorelli tra il 1499 e il 1504, sotto la guida dell’arcivescovo Antonio degli Albèri, colto umanista, quasi sicuramente ispiratore dell’opera e del suo significato, è il rilievo dato alla figura e all’opera di Dante. La nostra analisi vuole dimostrare, in particolare, che la fonte per la rappresentazione dei magnanimi, che decorano la parte inferiore delle pareti, è il IV canto dell’Inferno.Sulla base di questa considerazione, si propone una nuova interpretazione delle due figure nei tondi sotto la scena dell’apocalissi. Riguardo la lettura complessiva del ciclo si può, inoltre, rilevare che Dante viene ripreso non soltanto come modello nella rappresentazione dell’aldilà, ma anche, e soprattutto, come precursore dell’umanesimo nel suo aspetto civile: l’esaltazione della magnanimità, della virtù che è posta a fondamento della realizzazione dell’essere e garanzia di eternità terrena, esattamente lo stesso significato che ha il limbo nella Divina Commedia".