Emergenza sicurezza negli Istituti Penitenziari dell'Umbria, Sap e Sappe: "Urgenti tavolo congiunto e misure straordinarie"

Ha per oggetto la grave emergenza sicurezza negli Istituti Penitenziari dell’Umbria e nei servizi di accompagnamento/rimpatrio e la richiesta urgente di un tavolo congiunto e misure straordinarie di tutela, la lettera congiunta inviata dal vicesegretario regionale del Sap Umbria, Giovanni D'Alessandro, e Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe Umbria, al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per l’Umbria, ai quesotri di Perugia e Terni e per conoscenza ai prefetti, alle direzioni degli Istituti Penitenziari di Perugia-Capanne, Spoleto, Orvieto e Terni e alle segreterie nazionali di Sap e Sappe. Di seguito, in forma integrale, la missiva:
Le scriventi Organizzazioni Sindacali SAP e SAPPE, rappresentative rispettivamente del personale della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria, pongono all’attenzione delle SS.VV. le gravissime criticità che si registrano ormai quotidianamente negli Istituti Penitenziari dell’Umbria e nei servizi di accompagnamento alla frontiera o presso i Centri per il Rimpatrio (CPR).
Da mesi, detenuti stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione o rimpatrio, provenienti dalla Nuova Casa Circondariale di Perugia-Capanne, da Spoleto, Orvieto e Terni, riescono con estrema facilità a procurarsi e ingerire lamette, batterie o altro materiale nocivo (anche droga), al solo fine di impedire l’esecuzione del rimpatrio. In altri casi, gli stessi soggetti utilizzano tali materiali come armi improprie contro le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine.
Tutto ciò non è imputabile alla professionalità degli operatori della Polizia Penitenziaria e della Polizia di Stato, che continuano a garantire il servizio con abnegazione e spirito di sacrificio, bensì all’endemica e gravissima carenza di organico che affligge le strutture regionali.
Tale scopertura principalmente nella Polizia Penitenziaria comporta:
· prolungamenti del servizio oltre le 6 ore ordinarie;
· cumulo di due o più mansioni in capo a un singolo operatore;
· soppressione del servizio di sentinella sui muri di cinta, con conseguente rischio di introduzione di materiale illecito anche mediante droni.
A questa situazione già insostenibile si aggiunge una gestione amministrativa che appare sempre più confusa e orientata a contenere l’emergenza contingente, anziché a prevenire i disservizi e a tutelare l’incolumità fisica degli operatori. È inaccettabile che soggetti destinatari di provvedimenti di espulsione, spesso gravati da precedenti penali, possano “farla franca” in barba alle istituzioni italiane, rimanendo di fatto sul territorio nazionale e mettendo a repentaglio la sicurezza degli agenti e dei cittadini. È ora di dire basta.
Le scriventi OO.SS. chiedono pertanto:
1. l’apertura immediata di un tavolo congiunto con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per l’Umbria e le Questure competenti;
2. la verifica urgente delle piante organiche e l’assegnazione di rinforzi straordinari;
3. il ripristino immediato del servizio di sentinella sui muri di cinta e l’implementazione di strumenti tecnologici di controllo;
4. l’adozione di protocolli operativi congiunti per gli accompagnamenti alla frontiera e presso i CPR;
5. misure concrete per prevenire l’autolesionismo strumentale e le aggressioni ai danni degli operatori;
6. il pieno rispetto delle linee guida governative in materia di espulsioni e rimpatri.
La sicurezza degli Istituti Penitenziari e degli operatori non è negoziabile. SAP e SAPPE restano disponibili al confronto istituzionale, ma chiedono risposte concrete e immediate.
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