Coppia di anziani truffata, i Carabinieri arrestano i due presunti responsabili e recuperano la refurtiva

Nel primo pomeriggio di giovedì 1° ottobre i Carabinieri del Norm della Compagnia di Orvieto, insieme a personale delle Stazioni di Orvieto e Castel Viscardo, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, due uomini di origini campane ritenuti responsabili di una truffa aggravata in concorso ai danni di un’anziana coppia orvietana, recuperando i gioielli e il denaro sottratto.
Secondo quanto ricostruito, il raggiro sarebbe stato messo in atto attraverso l'ormai nota tecnica del falso appartenente alle Forze dell’Ordine. In questo caso la coppia è stata contattata da un abile interlocutore, qualificatosi come maresciallo dell’Arma di Perugia, che li ha informati di un’indagine in corso poiché la loro vettura era stata utilizzata per commettere una rapina ai danni di una gioielleria del capoluogo.
Sfruttando la paura e l’ansia generate nelle vittime, l’interlocutore ha intrattenuto le parti offese al telefono per quasi quattro ore, inducendole a preparare i monili in oro custoditi in casa affinché fossero confrontati con la refurtiva della rapina. I due anziani, nella speranza di dimostrare la loro estraneità ai fatti, avrebbero persino mostrato in videochiamata i loro gioielli, dopo averli pesati e raccolti, insieme a tutto il denaro presente in casa, in un portagioie, in attesa dell’arrivo dell’emissario che avrebbe dovuto ritirarli.
Nel frattempo, però, la coppia, intuendo un possibile raggiro, è riuscita a contattare una vicina di casa, chiedendole di chiamare il 112. In questo modo la Centrale Operativa dell’Arma ha immediatamente attivato un dispositivo, convogliando personale in uniforme ed in borghese presso l’abitazione della coppia, che è stata cinturata in attesa dell’arrivo dell’emissario mentre alcuni militari sono rimasti in casa a tutela degli anziani.
Dopo un’estenuante attesa, protrattasi per circa quattro ore, nel corso delle quali la coppia è rimasta costantemente in contatto telefonico con il sedicente maresciallo, si è presentato un uomo che, con modi cortesi, si è fatto consegnare dalle vittime il portagioie: in quel frangente egli è stato bloccato dai veri Carabinieri e, simultaneamente, il personale all’esterno ha fatto altrettanto con il complice, rimasto in attesa alla guida di un’utilitaria, poi risultata a noleggio, con il motore acceso.
Per i due è così scattato l’arresto in flagranza e, su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Terni in turno, la successiva presentazione al rito direttissimo che si è svolto venerdì mattina, all’esito del quale il giudice, nel convalidare gli arresti, ha disposto nei loro confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizione Giudiziaria nei rispettivi comuni campani di residenza.La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita alla coppia, visibilmente turbata dagli eventi.
Il procedimento penale è pendente nella fase del giudizio di primo grado, per cui gli imputati non possono essere considerati colpevoli prima della condanna definitiva.
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