"Dall'ufficio per il processo all'ufficio dell'Intelligenza Aumentata. L'IA aiuta il magistrato, non lo sostituisce"

La Procura Generale presso la Corte d'Appello di Perugia ha adottato lunedì 7 settembre le nuove linee guida distrettuali sull'utilizzo responsabile dell'IA, un documento che punta a governare l'innovazione tecnologica senza rinunciare ai principi costituzionali che presidiano l'esercizio della giurisdizione.
Le linee guida arrivano al termine di un percorso iniziato anni prima che il tema entrasse stabilmente nel dibattito pubblico. Già nel 2022 la Procura Generale aveva promosso iniziative di studio dedicate alla giustizia predittiva, ai big data e all'intelligenza artificiale, sviluppando successivamente progetti innovativi che hanno trovato riconoscimento anche a livello nazionale. Tra questi figurano la Banca Dati di Merito, l'utilizzo dell'IA per il supporto alla redazione del Mandato di Arresto Europeo e l'impiego di strumenti intelligenti per l'analisi dei dati organizzativi e giurisprudenziali.
Il documento individua dieci possibili ambiti di applicazione dell'IA, dall'analisi dei fascicoli digitali alla ricerca giurisprudenziale avanzata, dalla revisione tecnica degli atti alla gestione dei flussi organizzativi, fino all'analisi delle intercettazioni e alla valorizzazione delle banche dati giudiziarie. Ma il principio è netto: nessuna decisione potrà essere affidata alle macchine. L'ultima parola spetterà sempre alla persona.
Particolarmente innovativa è l'introduzione del principio della “trasparenza dichiarativa”: ogni volta che l'intelligenza artificiale contribuirà alla formazione di un documento o di un elaborato destinato alla circolazione interna o esterna, il suo utilizzo dovrà essere esplicitamente dichiarato, rendendo verificabile il processo di formazione dell'atto.
Le linee guida si richiamano all'AI Act europeo, alla legge italiana sull'intelligenza artificiale e alle recenti raccomandazioni del Consiglio Superiore della Magistratura, recependo i principi di legalità, trasparenza, qualità dei dati, supervisione umana e tutela dei diritti fondamentali.
«L'obiettivo non è inseguire l'innovazione per l'innovazione né subirla passivamente, ma governarla», si legge nel documento, che individua come prospettiva strategica il passaggio «dall'ufficio per il processo all'ufficio dell'intelligenza aumentata»: una giustizia supportata da strumenti intelligenti, trasparenti e verificabili, nella quale la responsabilità della decisione resta sempre affidata al magistrato.
Per la Procura Generale di Perugia, l'intelligenza artificiale può diventare un fattore di crescita del sistema giustizia soltanto se rimane uno strumento al servizio della persona e mai un surrogato della responsabilità, della cultura giuridica e della coscienza critica che caratterizzano la funzione giudiziaria.
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