"Famiglia respinta dai ristoranti? Una gogna mediatica ingiustificata che danneggia Orvieto"

Ha rimbalzato online per l'intera mattinata di mercoledì 19 agosto amplificando il chiacchiericcio sui social la testimonianza di Ludovica Cioria, vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino, che ha riferito di aver incontrato difficoltà nel trovare un ristorante ad Orvieto disposto ad accogliere lei, il compagno e le due figlie.
Secondo il suo racconto, tra le 19 e le 19.30 di lunedì 17 agosto tre locali avrebbero rifiutato di far accomodare la famiglia, nonostante, a suo dire, fossero ancora disponibili numerosi tavoli. Nel quarto ristorante, invece, sarebbe stato assegnato un tavolo da due, adattato per ospitare quattro persone. La consigliera ha sottolineato la presenza, al tavolo vicino, di una coppia con un cane sistemato su una sedia aggiuntiva. Il post in questione ha rapidamente suscitato numerose reazioni.
Cioria ha collegato l'episodio al fenomeno dell'overtourism, sostenendo che la crescente pressione turistica possa rendere i centri storici meno accessibili e accoglienti, soprattutto per le famiglie con bambini. Non sono mancati attestati di "solidarietà" e voci critiche. Alcuni utenti hanno ipotizzato che il problema potesse essere legato all'assenza di una prenotazione.
La stessa vicepresidente del Consiglio Comunale ha precisato che nessuno dei ristoranti avrebbe indicato chiaramente l'obbligo di prenotazione e che le decisioni sull'accoglienza sarebbero state prese sul momento. Tra gli interventi più polemici quello dell'ex consigliere comunale torinese Vittorio Bertola, che ha contestato la lettura dell'accaduto e ha invitato a considerare anche le esigenze organizzative dei ristoratori. Il sindaco e assessore al Turismo del Comune di Orvieto, Roberta Tardani, intanto, nel pomeriggio ha diffuso la seguente nota:
"Sono francamente sorpresa dalle parole della vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino, Ludovica Cioria. Non abbiamo mai ricevuto prima d’ora segnalazioni di questo genere e l’episodio in questione, da quanto letto, sembra basarsi solo su delle supposizioni. Non si può trasformare pertanto un racconto personale in una sentenza su Orvieto e soprattutto sui suoi ristoratori. Quello che ne è scaturito, infatti, è una vera e propria gogna mediatica, francamente ingiustificata, nei confronti di un’intera città e di una categoria che ogni giorno lavora per garantire accoglienza e qualità.
Orvieto è da sempre una città aperta e accogliente, anche e soprattutto verso le famiglie e i bambini. Un'accoglienza che è fatta della professionalità, della passione e del lavoro quotidiano di centinaia di operatori della ristorazione, della ricettività e del commercio che non meritano di essere indirettamente messi sotto accusa.
Nel 2025 Booking.com ha inserito Orvieto tra le dieci città più accoglienti del mondo, un riconoscimento che appartiene innanzitutto ai nostri operatori e alla qualità dell’accoglienza che sanno offrire. Orvieto è una città a vocazione turistica e nei periodi di maggiore affluenza è del tutto normale che i ristoranti possano essere al completo, soprattutto in assenza di una prenotazione.
Pretendere, quindi, di trasformare una normale dinamica in una sorta di ostilità verso le famiglie la trovo una forzatura. Allo stesso modo parlare di 'overtourism' non descrive certo la realtà di Orvieto. La città sta crescendo molto dal punto di vista turistico ma lo sta facendo in maniera sostenibile, garantendo l’equilibrio tra le esigenze di residenti, turisti e attività economiche. Non metto in discussione il disagio personale che possa aver provato la consigliera.
Contesto, però, con fermezza la generalizzazione che da quell’esperienza è scaturita. Ogni segnalazione può essere utile per migliorare ma gettarla in pasto al tritacarne dei social, di cui chi ricopre ruoli pubblici più di altri dovrebbe conoscere gli effetti, e vederla trasformare in un giudizio sommario non aiuta il confronto e rischia soltanto di alimentare rappresentazioni distorte e danneggiare l’immagine di una città".
Nella contro-replica, Cioria ha chiarito che la sua voleva essere una riflessione sul turismo di massa e sull'accesso a servizi essenziali per le famiglie che, soprattutto in estate, visitano luoghi a forte vocazione turistica come, appunto, Orvieto.
"Destinazione Orvieto" invita in città Ludovica Cioria per chiarire l'equivoco del "ristorante negato"
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