cronaca

Ancora disordini in Carcere, Sappe: "Ormai è una polveriera. Polizia Penitenziaria abbandonata"

sabato 9 maggio 2026

"Ennesimi gravi disordini nella Casa di Reclusione di Orvieto, teatro ormai quasi settimanale di eventi critici che mettono a rischio la sicurezza dell’intero istituto". A denunciarlo con forza è Fabrizio Bonino, segretario nazionale del Sappe per l’Umbria. Secondo quanto ricostruito dal sindacato, nella tarda serata di mercoledì 6 maggio un detenuto di nazionalità magrebina, sotto l'effetto di psicofarmaci, avrebbe appiccato il fuoco alla propria cella e distrutto molte delle suppellettili presenti per futili o addirittura inesistenti motivi. 

Nella mattinata di giovedì 7 maggio, alcuni detenuti, suoi connazionali, liberi di vagare  per l’istituto, hanno "inspiegabilmente sequestrato e trasportato di peso nella sezione comune" un detenuto in articolo 21 – che avrebbe dovuto svolgere il proprio lavoro intramurario senza contatti con i reclusi comuni – costringendolo con la forza in un’area non consentita.

"Tutto questo – denuncia Bonino –  è accaduto senza che i pochi e abbandonati poliziotti penitenziari presenti potessero intervenire, a causa dell’esiguità delle unità in servizio. Un organico  ridotto all’osso e mal distribuito, che impedisce qualsiasi azione tempestiva di contrasto. Il Carcere di Orvieto è ormai una polveriera destinata a esplodere, dove i detenuti si muovono liberamente mentre la polizia penitenziaria è costretta a subire".
Bonino sottolinea l’amarezza nel constatare come si sia arrivati a una situazione del genere in un istituto considerato fino a poco tempo fa un modello in fatto di trattamento, di rieducazione e di sicurezza.

"Cosa accadrà – si chiede il sindacalista – quando i detenuti decideranno di compiere certi gesti non contro le suppellettili o altri detenuti, ma contro il personale che a vario titolo opera nel Penitenziario? Cosa sta facendo la direzione e il comando dell’Istituto per impedire tutto ciò, di fronte a eventi critici che ormai si ripetono con spaventosa regolarità nel carcere al centro della Rupe?".

Il segretario nazionale Sappe per l’Umbria offre anche uno spunto di riflessione alla comunità locale ed alle istituzioni. "Si leggono - dice - e si moltiplicano giustamente iniziative di istituzioni locali e associazioni per progetti di reinserimento, si leggono a modesto parere meno giustamente appelli di figli di maestri d’arte che chiedono garanti locali per i detenuti, giungono richieste politiche e della società civile per la nomina di un garante comunale dei detenuti. Dispiace invece non sentire alcuna voce circa la resistenza di molti detenuti a qualsiasi forma di rieducazione e trattamento. Nel frattempo, lo Stato conta e paga i danni materiali a strutture ed arredi, oltre al mantenimento ordinario di moltissimi di questi soggetti".

L’appello di Bonino è diretto e duro: "Chi ha la responsabilità del Carcere di Orvieto batta un colpo e faccia sentire la propria autorevole voce. Metta in campo azioni concrete e incisive per salvaguardare l’incolumità di chi ogni giorno va a lavorare in quel penitenziario, invece di perdersi in inutili (ed a nostro modesto avviso “ipocrite”) attestazioni di  vicinanza e di ringraziamento al personale. Qui le uniche vere 'vittime', gli unici eroi e anche gli unici bisognosi di un garante sono la polizia penitenziaria, gli educatori, il personale sanitario e tutte le persone che quotidianamente lavorano in quel contesto.

A tutti loro la vicinanza e la solidarietà del Sappe, tutto il resto è fantasia. Il primo sindacato della Polizia Penitenziaria  chiede quindi interventi immediati: una più equa distribuzione del personale di polizia presente,  potenziando il reparto detentivo e snellendo alcuni  uffici, misure disciplinari esemplari per i detenuti autori dei disordini, e un piano di sicurezza interno straordinario,  per restituire legalità e controllo all’interno della Casa di Reclusione di Orvieto".

Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.