cronaca

Piccioni in città, tra emergenze igieniche e regolamenti da far rispettare 

mercoledì 29 aprile 2026

La presenza massiccia di piccioni nei centri urbani è questione sempre più dibattuta, soprattutto nelle città a forte vocazione turistica come Orvieto dove, negli ultimi anni peraltro, il problema si è manifestato anche nei quartieri sottostanti la Rupe. Quelli che un tempo venivano considerati parte integrante del paesaggio cittadino, oggi sono spesso percepiti come un vero e proprio problema, con implicazioni che vanno ben oltre il semplice decoro urbano.

Alcuni cittadini, esasperati da odori sgradevoli e possibili rischi per l’igiene pubblica, fanno notare che le deiezioni dei piccioni, oltre a danneggiare superfici e patrimonio artistico, rappresentano un potenziale veicolo di batteri e parassiti. Non è raro che chi vive o lavora in centro si trovi costretto a pulizie frequenti di balconi, davanzali e ingressi, con costi e disagi aggiuntivi.

A fronte di queste criticità, molte amministrazioni comunali hanno adottato regolamenti specifici per contenere il fenomeno. Tra le misure più comuni vi sono il divieto di somministrare cibo ai piccioni, sanzioni per chi non rispetta le norme e interventi mirati di controllo. Tuttavia, come segnala una cittadina che da tempo fronteggia una simile situazione, tali disposizioni sulla Rupe risulterebbero spesso non puntualmente osservate, specie in quegli spazi privati dove coesistono più proprietà che non sempre riescono a concordare interventi di bonifica e non è facile capire a chi rivolgersi. 

Situazioni che di fatto favoriscono la proliferazione di piccioni e la difficoltà di coordinare i vari soggetti chiamati a dare risposte. Senza un’efficace attività di vigilanza e senza una maggiore sensibilizzazione della popolazione, i regolamenti rischiano di restare sulla carta. Auspicabile la collaborazione di tutti per garantire il diritto dei cittadini a vivere in una città pulita, pur tutelando gli animali.

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