Maxi sequestro da oltre un milione di euro tra Allerona e Ficulle

Un patrimonio superiore al milione di euro è stato sequestrato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo a un uomo ritenuto figura di primo piano nel traffico di droga nella Capitale. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, rappresenta un nuovo colpo alle reti criminali attive a Roma e conferma l’attenzione delle autorità nel contrasto ai patrimoni illeciti.
L’indagato, già detenuto in regime di 41 bis, il cosiddetto "carcere duro", era finito sotto osservazione già nel marzo 2025, quando un’imponente operazione aveva portato all’arresto di 26 persone legate a un potente cartello della droga operante nella Capitale. Da quel momento, gli investigatori hanno approfondito la sua posizione patrimoniale, ricostruendo un sistema di accumulo di ricchezza ritenuto incompatibile con i redditi dichiarati.
A far emergere le incongruenze sono stati soprattutto i movimenti finanziari e le proprietà intestate all’uomo e ai suoi familiari. Secondo quanto accertato, mentre al fisco risultavano entrate modeste, nella realtà l’indagato disponeva di ingenti risorse economiche, considerate frutto del reinvestimento dei proventi derivanti dallo spaccio di stupefacenti.
Il provvedimento di sequestro, emesso dal Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha interessato beni distribuiti tra Lazio e Umbria. In particolare, sono stati sequestrati cinque immobili e diciannove terreni per un’estensione complessiva di circa 40 ettari situati tra Allerona e Ficulle.
Tra i beni finiti sotto sequestro figurano anche un orologio di lusso, conti correnti e diversi rapporti bancari riconducibili direttamente all’indagato o a membri della sua famiglia. Un patrimonio che, secondo gli inquirenti, rappresenta il risultato di un articolato sistema di riciclaggio e reinvestimento dei capitali illeciti.
L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di contrasto alla criminalità organizzata, che punta non solo agli arresti ma anche all’aggressione dei patrimoni accumulati illegalmente, considerati il vero motore economico delle organizzazioni criminali.
Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari, la responsabilità degli indagati sarà accertata solo all'esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.
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