Il chirurgo ortopedico Eugenio Bartoleschi protagonista di un intervento all'anca

Presso la Clinica "Karol Wojtila Hospital" di Roma è stato eseguito il primo intervento di protesi di rivestimento dell’anca con accesso anteriore mini-invasivo in Italia, una chirurgia innovativa che ha come obiettivi un recupero più rapido e una minore invasività per i pazienti. L’equipe italiana composta dai chirurghi ortopedici Eugenio Bartoleschi, Edoardo Viglietta e Simone Fenucci è stata affiancata dal professor Paul Beaulé, uno dei massimi esperti mondiali in questo campo che in America ha già realizzato oltre 900 interventi di questo tipo. Il risultato è frutto di un lungo percorso: lo scorso anno i chirurghi italiani hanno trascorso tre mesi in Canada accanto al professor Beaulé. Da quell’esperienza, dopo mesi di studio e di formazione, è nata una collaborazione che oggi porta a Roma un approccio unico in Europa.
Ma in cosa consiste la procedura?
"A differenza delle protesi tradizionali - spiega il dottor Bartoleschi - la protesi di rivestimento non sostituisce completamente la testa del femore, ma la riveste con una cupola, preservando l’osso e mantenendo una biomeccanica più naturale. L’accesso anteriore mini-invasivo consente inoltre di raggiungere l’articolazione senza tagliare i muscoli, riducendo dolore, sanguinamento e tempi di recupero".
Una tecnica particolarmente indicata per i pazienti più giovani e attivi, che desiderano tornare a uno stile di vita dinamico e sportivo. Quali sono i vantaggi?
"I vantaggi sono evidenti: maggiore stabilità, minore rischio di lussazioni, sensazione più “naturale” dell’articolazione protesizzata, recupero più rapido e conservazione del patrimonio osseo".
Attualmente la protesi di rivestimento viene eseguita in Italia, ma attraverso un accesso chirurgico postero-laterale "invasivo" in cui vengono tagliati i tendini dei muscoli extra-rotatori per ottenere lo spazio sufficiente per impiantare la protesi. L’accesso anteriore mini-invasivo viene oggigiorno sempre più utilizzato nel nostro paese ma per impianti protesici tradizionali. Questa è stata la prima volta nel nostro Paese che li vantaggi della via anteriore mini-invasiva hanno sposato i vantaggi della protesi di rivestimento donando ai paziente i massimi benefici.
L’obiettivo è chiaro: creare nella capitale un punto di riferimento per tutti coloro che soffrono di artrosi dell’anca e che possono beneficiare di questo intervento, offrendo finalmente una risposta concreta e all’avanguardia anche in Italia. Un progetto ambizioso che unisce competenze, visione internazionale e attenzione al paziente, e che segna l’inizio di una nuova era nella chirurgia protesica dell’anca. Chi vorrà informarsi o candidarsi per questa procedura ora sa che Roma è pronta ad accoglierlo.
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