cronaca

"Queste vicende ci indicano la strada e i valori per costruire il futuro"

lunedì 8 novembre 2021

Si è svolta domenica 7 novembre alla presenza del sindaco di Vitorchiano, Ruggero Grassotti, del comandante dell'Aviazione dell'Esercito Generale di Divisione, Andrea di Stasio, del parroco, don Gualberto Pirri, delle autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e d'arma, la commemorazione del Giorno dell'Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate. Ricorrenze che, quest'anno, hanno coinciso con il centenerario della della traslazione da Aquileia a Roma della salma del Milite Ignoto. Esattamente 100 anni fa, l'eroe senza nome veniva tumulato all'Altare della Patria.  

"Se oggi possiamo commemorare questa giornata - ha detto il primo cittadino - è anche grazie a tutti gli italiani in uniforme che hanno fatto il proprio dovere con prontezza, professionalità. Così Vitorchiano ha voluto rendere onore a tutti i suoi militari, del passato e del presente che con il loro operato, caratterizzato da assoluta abnegazione e incondizionato spirito di sacrificio, hanno contribuito e contribuiscono a soddisfare le imprescindibili esigenze di sicurezza in patria e all’estero a sostegno della pace".

"Ho accolto l'invito del sindaco di Vitorchiano con vero piacere - ha commentato il generale di Divisione, Andrea Di Stasio - è la mia prima uscita ufficiale quale Comandante dell'Aviazione dell'Esercito ed è avvenuta in un giorno importantissimo che celebra la festa delle Forze Armate ma soprattutto l'Unità della nostra amata Patria, nell'anno in cui ricordiamo il centenario del Milite Ignoto. Quel soldato senza nome morto per il nostro Paese, simbolo delle più alte virtù di tutti noi italiani. Oggi, in questa piazza, rendiamo onore a lui e a tutti gli eroi, civili e militari".

Per commemorare il centenario del Milite Ignoto sono stati letti, l'articolo del generale Giulio Douhet con la proposta di sepoltura di un Soldato Ignoto, proposta che venne recepita e approvata all'unanimità dal parlamento italiano, e la lettera il soldato Antonio Bergamas invia alla sua mamma Maria prima di partire per combattere con l'esercito italiano. Antonio poi morì in battaglia, ma il suo corpo non fu più ritrovato, proprio per questo sua mamma fu incaricata di scegliere la salma del soldato Ignoto tra 11 bare con salme senza nome raccolte nella cattedrale di Aquileia. 

"Questa è la nostra storia e questi sono i nostri eroi - ha detto Grassotti - queste vicende ci indicano la strada e i valori per costruire il futuro. Il valore dell'Unità Nazionale, il ripudio della guerra fonte di sofferenza e l'aurevolezza delle Forze Armate con la loro funzione di difesa dello Stato, di salvaguardia delle istituzioni con il fine di realizzare la pace e la sicurezza. Un ringraziamento a tutte le autorità presenti".