cronaca

"Vaccini anche ai sanitari che operano in regime di libera professione o privato puro"

martedì 12 gennaio 2021
"Vaccini anche ai sanitari che operano in regime di libera professione o privato puro"

“Estendere a tutti i professionisti sanitari, indipendentemente dalla natura del datore di lavoro o dallo stato libero professionale, la priorità di accesso alla campagna vaccinale, seguendo anche l’esempio di Regione Lazio”.

E’ quanto chiede Federico Pompei, presidente dell’Ordine TSRM PSTRP (Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione) di Perugia e Terni, in una lettera inviata alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, all’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, al direttore generale della sanità umbra, Claudio Dario, e, per conoscenza, ai consiglieri regionali ed al presidente della Federazione nazionale TSRM PSTRP, Alessandro Beux.

Il documento prosegue affermando che “il Piano Strategico per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19, emanato dal Ministero della Salute, individua correttamente al punto 2 gli operatori sanitari e sociosanitari fra le categorie ‘in prima linea’ da tutelare, limitando tuttavia la priorità di accesso al vaccino ai lavoratori del settore pubblico o privato accreditato ed escludendo di fatto tutti quei professionisti sanitari che operano in regime di libera professione o in regime privato puro”.

Un tema caro a questo ordine “che conta – sottolinea Pompei - oltre 3500 iscritti, operano nel settore della diagnosi, della prevenzione e della riabilitazione. Ne consegue che gli iscritti in regime di libera professione, per  la natura stessa dell’attività che svolgono sono esposti a un elevato rischio di contagio, sono anch’essi ‘in prima linea’ e nonostante le innumerevoli difficoltà affrontate, hanno contribuito e contribuiscono quotidianamente a garantire assistenza sanitaria ai loro pazienti, salvaguardando la tenuta del sistema sanitario regionale e nazionale”.

Per questo motivo che il Presidente chiede “di estendere a tutti i professionisti sanitari, indipendentemente dalla natura del datore di lavoro o dallo stato libero professionale, la priorità di accesso alla campagna vaccinale, seguendo anche l’esempio di Regione Lazio, che in una nota ha confermato l’inclusione nella campagna vaccinale di tutti i professionisti sanitari”.

“Certi di una sua piena comprensione, - conclude la lettera - rimaniamo inoltre a disposizione come Ordine Professionale per ogni modalità di collaborazione che riterrete opportuno adottare al fine di estendere la copertura vaccinale dei professionisti sanitari nel più breve tempo possibile”.