cronaca

Anap-Confartigianato: "Ospedali e ambulatori, si torni presto alla normalità"

giovedì 25 giugno 2020
Anap-Confartigianato: "Ospedali e ambulatori, si torni presto alla normalità"

Con il ritorno ad una quasi normalità, ora la sanità rischia il collasso, dopo tre mesi in cui ospedali e ambulatori hanno sospeso tutte le attività, ad eccezione delle cure urgenti e non procrastinabili. Riprendono, infatti, visite specialistiche e screening e gli ospedali sono a rischio di una nuova ondata di pazienti. Malati che necessitano di riprendere controlli e test. Asl e nosocomi stanno riorganizzando le riaperture, tra mille difficoltà e con nuovi percorsi di sicurezza.

Anche alcune Regioni sono intervenute per garantire al meglio l’assistenza, ma il rischio di un allungamento delle liste di attesa è comunque concreto. Tra i pazienti che maggiormente hanno bisogno di riprendere il percorso usuale di follow-up e controlli ci sono i malati oncologici. In questi mesi di emergenza, spesso sono state interrotte chemioterapie e visite dirette. Un grande problema è anche quello degli screening preventivi.

Il Centro di Studi Nomisma ha calcolato che entro dicembre sono quasi 4 milioni gli screening oncologici che dovranno essere effettuati per mettersi “in pari” con gli anni precedenti, a causa del lockdown. Il discorso non riguarda solo l’Italia. Secondo un’indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità condotta in 155 Paesi, i servizi di prevenzione e cura delle malattie non trasmissibili hanno subito una grave interruzione da quando è iniziata la pandemia di Covid-19.

I servizi sanitari sono stati parzialmente o completamente interrotti in molti paesi e più della metà (53%) ha interrotto parzialmente o completamente quelli per il trattamento dell’ipertensione; il 49% quelli per il trattamento del diabete e delle sue complicanze; il 42% quelli per il trattamento del cancro e il 31% quelli per le emergenze cardiovascolari. I servizi di riabilitazione sono stati interrotti in quasi due terzi (63%) dei Paesi.

"Il problema - ha detto Luciano Vittori, presidente Anap di Confartigianato Umbria - è molto serio e i provvedimenti presi da Regioni e ASL, non sono sufficienti, a nostro avviso, per smaltire l’arretrato. Occorrono direttive omogenee e concrete da parte del Ministero della Salute e interventi mirati da parte del Governo. Misure più strutturali e l’impiego di un maggior numero di medici e operatori sanitari, anche se questi vengono da un periodo particolarmente stressante e ai quali va tutta la nostra riconoscenza.

I fondi da destinare a questo scopo devono essere la priorità perché la salute dei cittadini viene prima di ogni altra cosa. Non possiamo permetterci che - alle già tanto numerose vittime del Covid-19 - si aggiungano quei pazienti che necessitano di visite e cure a cui non viene data una risposta immediata ed efficace!".