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Le Crete, "questo film lo abbiamo già visto"

giovedì 10 settembre 2026

Con la richiesta da parte di "Orvieto Ambiente S.r.l.", società di proprietà di Acea, di aprire il terzo calanco della discarica, Orvieto è ritornata prepotentemente al centro delle cronache e del dibattito politico regionale. È stato depositato in Regione un Piano di ampliamento che interessa 550.000 m3 della discarica “Le Crete”, per una capienza effettiva di impianto di 350.000 tonnellate di rifiuti e fanghi tombabili. Questo eventuale ampliamento, sulla base dei flussi odierni conferiti di circa 60.000 tonnellate di rifiuti all’anno, prolungherà “la vita della Discarica” di ulteriori sei anni dopo la colmatura del secondo calanco, stimata a fine 2028.

Ancora una volta, dunque, viene individuata la nostra Comunità Territoriale come destinataria del carico di scarto del sistema dei rifiuti della Regione Umbria. Come in un film già visto, ancora una volta vengono prese decisioni di importanza strategica regionale che hanno un grande impatto sulla qualità della vita delle persone che vivono nelle aree interessate, senza che ci sia stato un reale confronto con gli stessi cittadini. Questo modo di “governare” fa parte di una consuetudine che ormai da 40 anni vede noi cittadini come meri destinatari di decisioni calate dall’alto.

Quest’anno la discarica “Le Crete” compie 40 anni. In questo lungo lasso di tempo abbiamo visto più di una decina di discariche comunali nelle varie aree della Regione andare a riposo definitivo; ma Orvieto no, è stata sempre ri-arruolata a successivo incarico. Tramontato il periodo dei primi anni 2000 in cui si vedeva nella discarica un bancomat, una risorsa in più su cui fondare il benessere della comunità, ora è rimasto il prezzo da pagare col suo “carico ambientale”, il suo via vai di mezzi, la sua ipoteca sul nostro futuro.

Stando alle previsioni del Piano regolatore generale di Orvieto, relativamente all’area in cui la discarica è collocata, la quota di ampliamento in esame non è che un quarto della superficie ancora potenzialmente disponibile. Ciò significa che in futuro ci sarebbe spazio per ulteriori 4 o 5 ampliamenti, uno ogni 10 anni. Così è palesemente scritto anche sul Piano regionale dei rifiuti in vigore del 2023, confermato anche nella sostanza dal nuovo Piano in adozione: si continuano ad individuare quelle di Città di Castello ed Orvieto come le uniche discariche che rimarranno in esercizio oltre il 2035.

Il dibattito locale della classe dirigente si è espresso, nel solco della più consolidata consuetudine, al gioco del “lancio degli stracci”, con accuse reciproche a colpi di comunicati sulla stampa e sui social cercando di dimostrare a chi attribuire il peccato originale per aver generato questa situazione. L’unico effetto sortito da questo dibattito è stato solo quello di dimostrare una manifesta incapacità di entrare nel merito della questione: l’ampliamento della discarica è realmente necessario? Lo desideriamo oppure no? Se non lo vogliamo, cosa si deve fare per evitarlo? Quali sono le alternative praticabili?

Noi riteniamo che le responsabilità dell’attuale situazione appartengano a tutti i decisori politici; quelli precedenti come quelli attuali. Basta evidenziare che la precedente Amministrazione Regionale (Giunta Tesei) aveva programmato l'ampliamento nel 2023 e l’Amministrazione attuale (Giunta Proietti) non ha rettificato quella impostazione programmatica. Da questa oggettiva constatazione, alla portata di tutti, si può forse legittimamente dedurre che entrambe le governance, ognuna nei rispettivi periodi di comando al timone della Regione, avevano ed hanno bisogno di una via d'uscita, di una valvola di sfogo per risolvere comunque il problema di conferimento dei rifiuti?

Quantunque fosse, quella valvola di sfogo non può essere, per l’ennesima volta, Orvieto. In questo scenario, crediamo che gli unici in grado di chiamare la Città e il Territorio ad una vertenza siano le Realtà associative. Perché? Perché non devono rendere conto a nessuno, se non alla propria missione, cioè alla propria coscienza di cittadini.

Ecco dunque cosa chiediamo:

  • A tutti noi di smettere di parlare per i prossimi giorni di inceneritori, di differenziata spinta, e una volta messi da parte i ragionamenti sui massimi sistemi, trovare punti unione per difendere questo Territorio.
  • A tutti i soggetti attivi associati chiediamo di intervenire nelle Osservazioni al progetto, e richiedere la partecipazione alla Conferenza dei Servizi, se titolati come associazioni. ambientaliste.
  • Al Comune di Orvieto, al fine di prevenire future nuove potenziali opere di edificabilità e relativi ampliamenti, chiediamo di escludere dal Piano Regolatore Generale quella grande fetta di territorio adiacente la Discarica tranne quella ormai già riguardante l'ampliamento attualmente in esame.
  • Alla Regione Umbria chiediamo di togliere dal PRGIR (Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti) tutte le possibili “aperture tecniche” che potrebbero legittimare proposte di nuovi ampliamenti in futuro.
  • Alla Società “Orvieto Ambiente S.r.l.” chiediamo la disponibilità a ripensare il proprio piano industriale di ampliamento della discarica, perché anche secondo la vigente Direttiva europea (Direttiva 2008/98/CE) risulterebbe una scelta anacronistica in netta controtendenza rispetto alla “gerarchia europea dei rifiuti” che impone di privilegiare, piuttosto, strategie di riciclo e recupero del rifiuto, creando oltretutto un processo virtuoso di economia circolare con forti benefici per il territorio ed i suoi abitanti.
  • A chi ci ribatte: “I rifiuti da qualche parte bisogna pur metterli…” rispondiamo: se è proprio necessario, trovate altri siti già potenzialmente disponibili in Umbria, perché per Orvieto abbiamo altri progetti. Dopo 40 anni come si suol dire, “abbiamo già dato abbastanza”.

Osservatorio Rifiuti Orvieto

Comunicato condiviso dalle seguenti Associazioni:

Cantiere Orvieto

Confederazione Italiana Agricoltori dell’Orvietano
Art. 21 Presidio di Orvieto
Associazione Artemide
Rifugio dei Sette Frati Aps San Venanzo
WAO Sustainable Solutions S.r.l.s.
La Libera Compagnia del Forno di Prodo
Oasi Agricola Cooperativa Agricola e Sociale “Il Mascherone”
Associazione Lago di Bolsena
Centro Visite Peglia Living Circle Srls
Coop Quadrifoglio
Comitato Orvietano per la Salute Pubblica
Val di Paglia Bene Comune
Associazione "Il Ginepro" O.d.v.
Cooperativa di Comunità "Monte Peglia"
Centro Antiviolenza "L'Albero di Antonia"
Comitato Cittadino "Abitare Orvieto"

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