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Transizione energetica, cresce il fronte dei territori: anche dall'Umbria un forte sostegno all'appello al Governo

giovedì 16 luglio 2026

Cresce anche in Umbria il fronte di amministratori locali, studiosi, rappresentanti di associazioni e comitati territoriali che chiedono al Governo una pianificazione nazionale delle energie rinnovabili capace di coniugare la transizione energetica con la tutela del paesaggio, dell'agricoltura e del patrimonio storico e culturale. L'appello nazionale promosso da Tess – Transizione Energetica Senza Speculazione, indirizzato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha ormai superato le 500 adesioni complessive, tra cui oltre 100 sindaci, oltre ad amministratori locali, studiosi, associazioni, comitati e cittadini provenienti da tutta Italia.

Per quanto riguarda l'Umbria, tra i firmatari figurano Luca Cupello, sindaco di Allerona, e Antonella Graziani, consigliera comunale di Allerona, affiancati da numerose associazioni, comitati e realtà civiche impegnate nella tutela del territorio. Tra i sottoscrittori umbri figurano inoltre Filippo Buratti di Italia Nostra Spoleto – No Eolico Montebibico, Sauro Presenzini di LAC Umbria, Ritaldo Abbondanzieri dell'Associazione culturale per lo sviluppo dell'Appennino Umbro-Marchigiano, Maurizio Conticelli del Comitato Civico Leonia di Orvieto, Mileo Ranieri del Comitato per la Salvaguardia di Postignano, Natalia Mezzenga del movimento "No agli impianti industriali nell'Appennino – Salviamo l'Umbria cuore verde d'Italia" e Ugo Sorbelli del Comitato di scopo "Un'altra Idea per l'Appennino" di Nocera Umbra, insieme a numerose altre realtà territoriali.

L'appello non mette in discussione la necessità della transizione energetica, ma sottolinea la necessità di una pianificazione nazionale efficace in grado di indirizzare lo sviluppo delle fonti rinnovabili verso aree già compromesse o industrializzate, evitando la progressiva trasformazione di campagne, crinali e paesaggi di elevato valore ambientale, storico e culturale. La sensibilità del tema è stata recentemente rafforzata anche dal dibattito sul progetto eolico "Phobos", previsto tra i comuni di Orvieto e Castel Giorgio. Il caso è diventato uno dei principali simboli regionali della richiesta di una pianificazione più attenta delle energie rinnovabili.

Nelle ultime settimane il Consiglio Regionale ha approvato all'unanimità una mozione che chiede al Governo la revoca del via libera ambientale, auspicando che tale istanza venga accolta e che si affermi un modello di transizione energetica rispettoso del paesaggio e dei territori. Secondo i promotori, gli investimenti devono privilegiare l'utilizzo dei tetti degli edifici, delle aree produttive dismesse, dei parcheggi, delle cave esaurite, oltre all'autoconsumo e alle comunità energetiche, salvaguardando il suolo agricolo e quei paesaggi che rappresentano una delle principali ricchezze economiche, ambientali e identitarie dell'Umbria e dell'Italia.

L'iniziativa nasce dalla convinzione che la transizione energetica debba essere governata secondo criteri di equilibrio, sostenibilità e interesse pubblico, evitando che l'assenza di una regia nazionale favorisca fenomeni speculativi e trasformazioni irreversibili del territorio. L'appello, inviato alla presidente del Consiglio sabato 4 luglio, è sostenuto anche da numerose personalità del mondo della cultura, dell'università e della tutela del paesaggio, tra cui la cantautrice Nada Malanima, il professore di Urbanistica dell'Università di Firenze David Fanfani, Massimo Rovai, docente dell'Università di Pisa e presidente di Slow Food Toscana, Paolo Agnelli del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze, Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale e presidente dell'Associazione Attuare la Costituzione, Ugo Mattei di Generazioni Future, il direttore d'orchestra Manlio Benzi, il professor Massimo Ammaniti, insieme a numerosi altri esponenti del mondo accademico e culturale.

Dall'Umbria arriva, dunque, una richiesta che si inserisce in un movimento nazionale sempre più ampio: accompagnare la transizione energetica con una visione di lungo periodo che tenga insieme produzione di energia, tutela del territorio, salvaguardia del paesaggio e valorizzazione dell'agricoltura, affinché lo sviluppo delle rinnovabili rappresenti un'opportunità sostenibile per le comunità e non un fattore di impoverimento dei territori.

 

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