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"Motoseghe in azione sui 73 pini, solo 3 sono irrecuperabili. E manca il progetto di reimpianto obbligatorio"

mercoledì 4 marzo 2026

È iniziato nella mattinata di martedì 3 marzo l'abbattimento dei 73 pini di Lugnano in Teverina. "L’operazione - affermano le associazioni ambientaliste - procede spedita dopo il nulla osta della Provincia di Terni e nonostante l’ordinanza del Comune del 4 febbraio scorso sia stata contestata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria, con una nota dell'11 febbraio scorso, che aveva già ammonito il Comune, invitandolo a 'limitare allo stretto necessario' gli abbattimenti e richiamando l'ente a una programmazione che avrebbe potuto prevenire tali situazioni drastiche".

Società Civile di Lugnano e Amelia, Associazione Legambiente, Comitato Onda, Coda, Vas, SOS Verde di Terni e Provincia si sono ritrovati sul posto ed hanno "improntato un dialogo, bloccando temporaneamente il cantiere, in attesa del sindaco che non si è palesato". "Siamo di fronte - tornano a dire - a un provvedimento assolutamente sproporzionato. L’Amministrazione utilizza lo strumento dell'ordinanza 'contingibile e urgente' per radere al suolo un intero filare storico di 73 alberi, quando la stessa perizia tecnica dell'Ente (Integrazione VTA del 16/12/2025) conferma che solo tre pini sono in Classe D, ovvero tecnicamente irrecuperabili.

Abbattere 73 alberi per colpa di 3 è un eccesso che danneggia in modo irreversibile il patrimonio paesaggistico e l'identità del nostro territorio. La sentenza del Consiglio di Stato 9178/2022 è chiara sulla non abbattibilità senza motivazioni comprovate". "La Soprintendenza - aggiungono - nella nota dell’11 febbraio, aveva vincolato il parere alla presentazione di un nuovo progetto di compensazione che prevedesse il reimpianto di piante già adulte. Identico il parere del direttore del Dipartimento Politica Agricola Comune e Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Ad oggi, risulta che il Comune di Lugnano non abbia ancora redatto né presentato tale progetto.

Si profila un rischio beffa per i cittadini: le attuali norme del Codice della Strada (Art. 26 del Regolamento di esecuzione) limitano fortemente la possibilità di ripiantare alberi a bordo strada (rispettando distanze di sicurezza pari all'altezza della pianta). Senza un progetto di compensazione serio e già approvato, il rischio concreto è che questi 73 pini spariscano per sempre senza essere mai sostituiti, lasciando il borgo spoglio".

Il comitato nazionale Onda ha presentato esposti alla Soprintendenza, alla Prefettura e alla Procura della Repubblica. Insieme ai comitati Coda, VAS, SOS Verde e a Legambiente sostengono la mobilitazione dei cittadini e chiedono lo stop immediato ai tagli per gli esemplari sani o recuperabili (Classi C e C-D) con l’intervento urgente dei Carabinieri Forestali per verificare se l’inizio del cantiere, in assenza del piano di compensazione richiesto dal Ministero della Cultura, sia legittimo o configuri un danno paesaggistico ed erariale.

"Chiediamo - dichiarano da Legambiente Amelia - l'apertura di un tavolo tecnico per valutare soluzioni alternative al taglio degli alberi per le quali sono stati interpellati ben tre tecnici, di cui è stata fatta comunicazione al sindaco Alessandro Dimiziani e al tecnico responsabile Federico Nannurelli”. L’Ufficio Legale di Legambiente Amelia e del Comitato Onda stanno valutando la presentazione di una denuncia penale per aver ignorato l’art. 9 della Costituzione, l’art. 733 del codice penale, le leggi nazionali ed il Piano Restoration Law Europeo.

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