ambiente

Sit-in di protesta contro l'abbattimento di 73 pini, richiesti interventi alternativi

mercoledì 18 febbraio 2026

"Salviamo i pini di Lugnano". Questo lo slogan che mercoledì 18 febbraio ha scandito il sit-in di protesta lungo il viale che accompagna all’ingresso di uno de "I Borghi più belli d'Italia" nato come gesto simbolico ma carico di significato: presidiare proprio il luogo interessato dall’intervento, quello stesso filare che da anni segna il paesaggio e la memoria del paese. Al centro della mobilitazione, la contestazione del piano di abbattimento di 73 alberi, giudicato dagli organizzatori ingiustificato e privo di motivazioni convincenti.

Alla manifestazione hanno aderito gruppi locali e realtà impegnate nella tutela del verde urbano, tra cui l’Organismo Nazionale Difesa Alberi e il Comitato Orvietano Difesa Alberi. Accanto a loro, tanti abitanti del territorio, arrivati anche dai comuni limitrofi, uniti dall’idea che quel viale non sia solo un insieme di alberi, ma parte integrante dell’identità del luogo. Gli interventi si sono concentrati soprattutto sulla presunta buona salute delle piante. Secondo i promotori, infatti, si tratterebbe di esemplari "sani e vitali", per i quali non esisterebbero motivazioni tali da giustificarne la rimozione.

Gli organizzatori hanno sottolineato anche come l’abbattimento e la successiva ripiantumazione non rappresentino, a loro avviso, una soluzione equivalente. "I nuovi alberi - hanno spiegato - impiegherebbero decenni prima di offrire gli stessi benefici in termini di ombra, assorbimento di CO₂ e qualità visiva. Un intervallo temporale che rischierebbe di lasciare il territorio più povero dal punto di vista ambientale". 

Durante il sit-in è stata ribadita la richiesta di valutare interventi alternativi, come operazioni mirate di messa in sicurezza o manutenzione selettiva per conciliare la tutela della sicurezza pubblica con la conservazione del patrimonio arboreo. I promotori hanno fatto sapere di essere pronti a proseguire la mobilitazione anche su altri fronti, senza escludere iniziative formali o legali per tentare di fermare il progetto.

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