Gestione dei rifiuti, più attenzione agli imballaggi. Guida Conai per una differenziata di qualità

La bellezza e il decoro del territorio, dal centro storico alle frazioni, passano inevitabilmente attraverso una gestione responsabile dei rifiuti. Tuttavia, i dati raccolti negli ultimi mesi e dai monitoraggi di Cosp Tecnoservice evidenziano una criticità crescente: la presenza di materiali non conformi nei bidoni della raccolta differenziata. Nonostante l'impegno di molti, persiste una confusione strutturale su cosa sia effettivamente un "imballaggio". Secondo le direttive Conai, infatti, solo gli imballaggi possono essere avviati al riciclo nelle frazioni dedicate, mentre troppi oggetti d'uso comune finiscono per "sporcare" il carico.
A confermare le difficoltà quotidiane è uno dei tanti operatori Cosp impegnato nella raccolta nell'Orvietano. "Durante i giri di raccolta - riferisce - troviamo di tutto nei mastelli della plastica o della carta: dai giocattoli rotti alle bacinelle, fino a specchi o ceramica nascosti nel vetro. Spesso non è cattiva volontà, ma il dubbio che 'se è plastica, va con la plastica'. Purtroppo non è così. Il problema è che un solo sacco pieno di rifiuti sbagliati può contaminare l'intero camion”.
Una differenziata di qualità garantisce benefici immediati. In primo luogo, permette al Comune di ricevere maggiori corrispettivi economici dai consorzi di filiera (come il Conai). Questi fondi possono essere utilizzati in tantissimi modi dalle amministrazioni come, ad esempio, per coprire i costi del servizio e frenare l'aumento della Tari. Dal punto di vista ambientale, ogni imballaggio correttamente conferito diventa una risorsa: le bottiglie di plastica tornano a essere contenitori, le lattine rinascono come oggetti di design o componenti industriali, riducendo l'estrazione di materie prime vergini e il consumo energetico.
Di contro, inserire rifiuti non conformi genera un effetto domino negativo. Il principale svantaggio è l'aumento dei costi di smaltimento: ciò che non può essere riciclato perché "sporco" o sbagliato viene trattato come scarto indifferenziato. Lo smaltimento in discarica ha costi molto più elevati del riciclo. Inoltre, si creano rallentamenti logistici e si aumenta l'impatto ambientale, poiché materiali che potrebbero avere una seconda vita finiscono inutilmente per ingrossare le discariche, accorciandone la vita residua.
Di fronte alla domanda "È un imballaggio?" per aiutare i cittadini, Cosp Tecnoservice ricorda la distinzione fondamentale tra imballaggi (bottiglie, flaconi, vaschette per alimenti, lattine, scatole di cartone, pellicole e tutto ciò che "contiene" un prodotto) e oggetti (posate di plastica, giocattoli, spazzolini, bacinelle, ceramica e vetri da finestra che vanno nell'indifferenziato o portati al Centro di Raccolta) e consiglia vivamente di leggere l'etichetta ambientale su tutti i prodotti o consultare il dizionario dei rifiuti. Richiede pochi secondi, ma garantisce un futuro più sostenibile per tutto il territorio dell'Orvietano.
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