Eolico, Tess scrive alla Regione: "Non si sacrifichi Orvieto e il suo paesaggio sull’altare di qualche megawatt"

La coalizione TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione, che riunisce oltre 140 associazioni e comitati attivi in tutta Italia, ha scritto alla Regione Umbria chiedendo alla presidente e alla Giunta Regionale di attivare tutti gli strumenti legali ancora disponibili per impedire la realizzazione del progetto eolico Phobos, a seguito della recente sentenza del Consiglio di Stato che si è basata sullo "scandaloso principio del silenzio assenso".
Secondo TESS, l’approvazione del progetto rappresenterebbe uno scandalo ambientale e culturale, perché comporterebbe il sacrificio di un luogo simbolo come Orvieto e del suo panorama unico al mondo in cambio di "qualche megawatt" di energia intermittente e non programmabile, con fortissime probabilità di non essere nemmeno utilizzata.
"Distruggere paesaggi che rendono l’Italia unica al mondo per trasformarli in aree industriali di produzione elettrica, è come bruciare la Gioconda per alimentare un impianto a biomasse" sottolinea la coalizione, aggiungendo come la stessa Terna abbia più volte riconosciuto le crescenti difficoltà della rete nazionale nel gestire il moltiplicarsi di fonti intermittenti e non programmabili, con un aumento strutturale del curtailment: energia rinnovabile prodotta, (pagata), ma non immessa in rete.
"Procedere comunque – spiega TESS – significa sacrificare territorio, paesaggio e identità senza alcun beneficio reale per il sistema energetico nazionale". Nel documento inviato alla Regione, si chiede in particolare di difendere pienamente le ragioni regionali nelle sedi ancora aperte, di valutare l’annullamento in autotutela del silenzio-assenso e di assumere una posizione chiara e coraggiosa a tutela del paesaggio.
"Questa vicenda rischia di consegnare alla storia l’attuale Giunta Regionale – conclude la coalizione – non in termini positivi, se non verrà fatto tutto il possibile per evitare uno scempio irreversibile. Orvieto oggi, domani altri luoghi simbolo d’Italia: questo progetto non è un caso isolato, ma un precedente pericolosissimo".
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