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Rete Nogesi boccia incentivi alla geotermia e chiede incontro al Mise

giovedì 30 luglio 2020
di Rete Nazionale NOGESI
Rete Nogesi boccia incentivi alla geotermia e chiede incontro al Mise

Non possiamo che come Rete Nazionale NOGESI (No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante) esprimere le nostre felicitazioni per il successo strappato al Consiglio Europeo per il Recovery Plan, piano che ci assegna 209 miliardi di euro tra sussidi a fondo perduto e prestiti da rimborsare.

Per quanto riguarda la geotermia elettrica, motivo per cui vi scriviamo e non da oggi, essa non è sempre “verde”, come sostiene autorevolmente la stessa Unione Europea nel considerando 46 della Direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018 sull’uso dell’energia da fonti rinnovabili:

“L'energia geotermica è un'importante fonte locale di energia rinnovabile che di solito genera emissioni considerevolmente più basse rispetto ai combustibili fossili, e alcuni tipi di impianti geotermici producono emissioni prossime allo zero. Ciononostante, a seconda delle caratteristiche geologiche di una determinata zona, la produzione di energia geotermica può generare gas a effetto serra e altre sostanze dai liquidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo, che sono nocive per la salute e l'ambiente. Di conseguenza, la Commissione dovrebbe facilitare esclusivamente la diffusione di energia geotermica a basso impatto ambientale e dalle ridotte emissioni di gas a effetto serra rispetto alle fonti non rinnovabili”.

La geotermia italiana attuale sembra “verde” soltanto perché le autorità nazionali omettono di comunicare all’European Environment Agency le emissioni di gas serra delle centrali ed altri inquinanti, abbellendo così il quadro emissivo italiano (come risulta da nostri contatti con la UE). 

La realtà della ricerca scientifica mondiale e delle esperienze sul campo mostra con tutta evidenza che la geotermia non è affatto sempre pulita, rinnovabile e sostenibile. Ma lo è solo a determinate condizioni, che dipendono dalla tecnologia impiegata e dalle specificità del territorio nel quale la si vuole usare. Ogni caso va esaminato a parte, con appropriata attenzione e grandissime cautele.

La disseminazione delle centrali geotermoelettriche, che vede finora (al 2020) la loro presenza solo nella regione Toscana e solo con tecnologia “flash”, con rilascio dei vapori in atmosfera, è contestata da anni nell’Amiata, dove c’è l’ultima centrale autorizzata nel 2013 (Bagnore 4), mentre la “privatizzazione della geotermia” voluta da Berlusconi (D. Lgs.22/2010) in 10 anni non ha prodotto alcuna centrale “pilota”, proprio per l’opposizione di Regioni, Comuni e cittadini.

Purtroppo la geotermia non è una cosa fantastica, la realtà ( e noi come Rete Nazionale siamo inseriti nella realtà)  è più complicata; ad esempio 29 Comuni toscani su 51 hanno detto che il loro territorio è “geotermia -free”, mentre le regioni Umbria e Lazio, i   comuni relativi e le associazioni e cittadini coinvolti sono ricorsi alla Magistratura contro le centrali di Castel Giorgio e Torre Alfina, e 31 sindaci laziali e umbri hanno inviato al Governo l’allegato n.1. (vedi geo.2559). Proprio ieri abbiamo appreso che la Regione Toscana ha negato l'intesa per la centrale “pilota” di Montenero (link: https://www.ilgiunco.net/2020/07/27/progetto-montenero-marras-ce-una-buona-e-una-cattiva-geotermia-ai-progetti-sbagliati-si-deve-dire-no/)

 

Sulla riva del lago di Bolsena ed in Toscana si stanno consumando battaglie epocali contro la geotermia elettrica: ne sono testimonianza la trasmissione del 23/7 u.s. ad Agorà Estate (Tg-3) ed il servizio del 24/7 della rivista “Internazionale” sulla situazione toscana, laziale e umbra (vedi Link: http://www.bolsenalagodeuropa.net/film-1/  et link:  https://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2020/07/24/italia-energia-alto-rischio)

E sono le questioni legate al depauperamento ed inquinamento degli acquiferi, alle emissioni comunque sempre significative, alla sismicità indotta forse peggiore nel ciclo binario rispetto al flash, al problema di impoverimento dei territori.

Non è semplicemente più ammissibile costruire e chiedere incentivi destinati alla riduzione dell’effetto serra per centrali le quali, come quasi tutti gli impianti geotermoelettrici della Toscana, emettono più gas a effetto serra che centrali a combustibile fossile. Non è più ammissibile realizzare centrali che inquinano, sono pericolose ed allo stesso tempo inefficienti e costose.  

Cosa occorre ancora per capire che questa geotermia elettrica non va bene? Proprio nell’interesse stesso della geotermia, occorre dare un taglio alle pratiche insostenibili, dichiarando finalmente chiuso il capitolo delle centrali “flash” e delle “binarie”, sostenendo e incentivando la ricerca e sperimentazione di tutti quegli altri usi che non necessitano dell’estrazione di fluidi, come ci risulta stiano facendo molti altri Paesi. 

Bisogna capire a questo punto se il gioco vale la candela, come successo per il nucleare, o se viceversa è meglio tenere spenta la candela e produrre energia in altri modi.

Rispetto alle notizie pubblicate sulla stampa che prevedono nel prossimo decreto FER2 incentivi alla geotermia, si contesta tale assunto sulla base delle motivazioni esposte nelle lettere precedenti (al Governo Conte 1 sono stati inviati i seguenti documenti e relativi allegati: geo.2114 il 7 dicembre 2018 (Governo); geo.2198 il 17 marzo 2019 (Crippa);geo.2219 il 3 aprile 2019 (Crippa);geo.2231 il 8 maggio 2019 (Crippa e Governo; al Governo Conte 2 sono stati inviati i seguenti documenti e relativi allegati: geo.2378c il 31 ottobre 2019 (Patuanelli - Governo) e geo.2377 il 1 novembre 2019 (MATTM).

NON SI PUO’ INCENTIVARE UNA FORMA DI ENERGIA CHE PRODUCE SOSTANZE CLIMALTERANTI COME LA TECNOLOGIA FLASH USATA IN TOSCANA. PER QUANTO RIGUARDA I “BINARI” PREVISTI DAI D.LGS.22/2010 E 28/2011 (GOVERNO BERLUSCONI) NESSUNO E’STATO REALIZZATO NEL DECENNIO A CAUSA DELLE CONTESTAZIONI POPOLARI. ANCHE PERCHE’ NON RIESCONO A RIMETTERE NELLE FORMAZIONI DI PROVENIENZA I GAS INCONDENSABILI, SONO SOGGETTI A TERREMOTI, ECC.

Per tutti questi motivi rinnoviamo la richiesta di essere ricevuti dal MISE come delegazione dei territori della Toscana, Lazio e Umbria in una data utile rispetto all’emissione del decreto FER2 per portare la nostra esperienza (la riunione prevista dal MISE il 12 marzo 2020 è stata annullata per via della pandemia in corso).

Nel caso che anche questa lettera non riceva risposta entro tempi ragionevoli ci sentiremo autorizzati a tenere una manifestazione sotto al MISE, di cui indicheremo-più avanti- la data di svolgimento.