ambiente

"Le Cirque de la Forêt". Danza aerea tra le fronde, secolari e high tech

lunedì 27 luglio 2020
di Davide Pompei
"Le Cirque de la Forêt". Danza aerea tra le fronde, secolari e high tech

Cerchi e tessuti che donano l'inganno del volo in un set all'ultimo respiro. Elia Bassini, Francesca Matracchi, Valentina Romani e Sonia Brozzi, ballerine-acrobate sospese, come fate nei boschi, nell'anfiteatro naturale dei 146 ettari di foresta tra Città della Pieve e Piegaro. Appartiene alla famiglia Margaritelli nota, oltre che per il brand di design Listone Giordano, per le sue attività filantropiche attraverso la Fondazione Guglielmo Giordano che sostiene il progetto "This My Forest”.

Obiettivo, lanciare "un messaggio forte di rispetto per la natura per costruire una cultura ambientale". Performance unica, "Le Cirque de la Forêt", quella di ImmaginAria, in bilico tra spettacolo magico e liberatorio ed esperimento, in scena mercoledì 22 luglio. Danza aerea tra gli alberi secolari. Audace intreccio di corpi e rami. E, al centro, la valorizzazione di questa parte di cuore verde che, sempre di più, sta assumendo il ruolo di laboratorio per lo sviluppo di alta tecnologia del legno.

E salvaguardia ambientale. Su tutte la collaborazione con la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, con lo scienziato Riccardo Valentini e Antonio Brunori, segretario generale di PEFC che, nella foresta, hanno realizzato l'unica rete italiana di monitoraggio del cambiamento climatico. "Trace" – acronimo di Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification – è il nome del progetto internazionale in vita fino al 2021.

Un esercito curioso di ricercatori e dottori forestali con l'orecchio teso all'ascolto di quanto hanno da dire rispetto al proprio stato di salute i 36 alberi umbri dei 400 parlanti, selezionati in tutto il mondo in tre diversi tipi di ecosistemi. Gli ascolti avvengono attraverso dei particolari sensori collocati sul tronco, che comunicano o meglio trasmettono informazioni relative alle condizioni fitosanitarie, al carbonio assorbito, alla crescita in diametro, alle condizioni delle foglie.

Ogni giorno da questo lembo di Umbria, unico sensore italiano nella rete mondiale di "Talking Trees", arrivano oltre 10.000 dati. E se c'è chi sa ascoltarla, la foresta – sempre più hi-tech tra satelliti, droni e sensori applicati direttamente sugli alberi – sa come dire la sua rispetto allo stato di salute del Pianeta. Oltre ad essere il primo esempio in Italia di riforestazione da zero, questo luogo in cui librarsi tra le fronde, ha ospitato anche un concerto realizzato facendo letteralmente risuonare gli alberi.

Qui, il video della performance.