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Mirco Perquoti: il predatore della zona tap-in

mercoledì 9 gennaio 2019
di Roberto Pace
Mirco Perquoti: il predatore della zona tap-in

Casa Perquoti, a Castiglione in Teverina, è fra quelle, dove la programmazione del weekend non è mai all’ordine del giorno. Il sabato pomeriggio o la domenica mattina si va a seguire Riccardo, al pomeriggio Mirco. Giocano, entrambi, al calcio, il maggiore, Riccardo, fa il portiere, Mirco è tra quelli che, invece, danno dei dispiaceri ai numeri uno.

Riccardo, quest’anno, è tornato alla base, decidendo di contribuire alla crescita della squadra del paese. Mirco si sta impegnando nella pratica per il salto di qualità. E’ nella rosa dell’Orvietana, ha realizzato, a oggi, quattro gol, si sta meritando il posto da titolare fisso. Segnare è il suo mestiere, calcisticamente parlando, l’altra professione è quella dello studente arrivato all’ultimo anno del Liceo Scientifico, con l’orientamento a intraprendere, poi, un mestiere. Quando parla, non è mai banale, bada molto alla sostanza e sembra avere le idee abbastanza chiare.

Su tutto, fuorché sul numero di gol finora realizzati, abbastanza anomalo per un attaccante. “Ricordo soltanto che, al mio secondo anno nell’Orvietana, campionato giovanissimi, feci trentaquattro centri e non vinsi la classifica marcatori”. Fra i ricordi più belli della sua giovane carriera mette la doppietta segnata al Petrignano, sul campo di Deruta, in uno spareggio del campionato allievi. Alla maglia biancorossa c’è arrivato dopo un percorso compiuto sulle due sponde del Tevere. Ha iniziato con il GMT, proseguito con la Castiglione ed è poi andato alla Teverina, con base Bagnoregio. Fiorucci, Zampagna e, prima ancora, Fatone, l’hanno tutti utilizzato quale punta esterna. Detto così, potrebbe sembrare una posizione cucita addosso:” In verità – chiarisce – non è proprio così. Ho giocato anche al centro e non ho preferenze”.

Una duttilità, la sua, che lo rende più prezioso e meglio gradito agli allenatori. Se gli domandi del suo gol più bello, risponde che sono tutti importanti, purché decisivi. Come i tre realizzati quest’anno in campionato, il quarto l’ha segnato in Coppa, uno decisivo per la vittoria e gli altri due per il pareggio. Marcature che hanno portato a definirlo come, uomo della zona tap-in, dove è abile a farsi trovare al momento opportuno. Anche questo parrebbe casuale, ma solo per chi è abituato a guardare le cose con superficialità. Lui si è abituato a studiare i portieri avversari e, più in particolare, il modo in cui intervengono in occasione delle respinte.

“Nella partita con l’Angelana – alla quale segnò poi la rete decisiva – c’era stata una situazione nella quale il portiere aveva respinto la palla in una certa maniera. Verso la fine della partita si sviluppò un’azione abbastanza simile e mi fu facile metterla dentro”. A casa, il pallone ha la sua centralità. Il papà, alle partite, non è mai da solo, c’è mamma e c’è il fratello, quando libero da impegni. “La mamma non è una grossa intenditrice, diciamo che viene soltanto per vedere il figlio che gioca. Col babbo è diverso. Ha giocato anche lui, se ne intende e con lui analizziamo sempre le partite”. Allora sei un po’ come Cotigni. A cena si processa la partita. “Per la verità, all’ora di cena, la gara l’abbiamo già sviscerata in ogni sviluppo”. Si trova bene nello spogliatoio, vede in Lispi, Missaglia e Colace, quelli più esperti, i suoi mentori. Per la posizione in cui gioca, ha un filo più diretto anche con Polidori.

“I loro consigli si rivelano preziosi e cerco di non dimenticarli. Ma, in generale, mi trovo bene con tutti. Più di un osservatore trova in Mirco le qualità che possono farlo diventare un grosso giocatore. Per adesso sta bene all’Orvietana e cerca solo di imparare di più. Fra i ragazzi del paese di confine, umbro-laziale, è quello che gioca nella categoria più importante. “Non sono solo, però. C’è Giovanni Corradini, che gioca negli under 17 del Perugia. Anche lui è passato per l’Orvietana”. Tra voi più giovani esiste un po’ d’invidia?: “Solo sul momento. Per quanto mi riguarda è da stimolo a impegnarmi di più ea cercare di migliorarmi”.

Siete un bel gruppetto ed è chiaro che tutti vorreste giocare. Come vivete il pre partita:” Devi sapere che il nostro mister, Fiorucci, comunica la formazione dopo il pranzo, la domenica mattina. Fino a quel momento siamo tutti in tensione e quando il tecnico scandisce il nome dei prescelti chi resta fuori non può essere contento. Devo dire che il sistema mi piace, perché, in questo modo, arriviamo carichi fino al momento che precede l’incontro”. Domenica si riprende e c’è lo Spoleto: “Partita difficile, contro una squadra forte, con la quale abbiamo perso, meritatamente, all’andata. Cercheremo di contenerli e di approfittare delle occasioni che la partita ci proporrà”.

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