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Il sindaco Germani tende una mano all'Orvietana

giovedì 24 maggio 2018
di Roberto Pace
Il sindaco Germani tende una mano all'Orvietana

Le dichiarazioni di Roberto Biagioli, contenute nell’intervista rilasciata giorni addietro a Orvietonews.it, hanno violato anche le segrete stanze del Palazzo, arrivando al Sindaco, Giuseppe Germani. Il quale, attestando forte sensibilità verso le questioni legate allo Sport e, nel caso specifico, alla sopravvivenza del club, messa in dubbio dal Presidente, accetta di rispondere personalmente.

I punti salienti e dolenti toccati Biagioli facevano riferimento ai suoi propositi di abbandono, da una carica diventata pesante, principalmente per la mancanza di collaborazione in un’attività con la quale i giovani orvietani possono praticare un’attività sana qual è lo sport del calcio e per le difficoltà nel confezionare un prodotto, prima squadra, capace di figurare degnamente almeno nel panorama calcistico regionale. Biagioli aveva anche chiamato in causa l’Istituzione cittadina, per l’ormai annoso “non decidere” , in merito alla convenzione attraverso la quale affidare all’Orvietana la gestione del Polisportivo di Ciconìa.

Il Sindaco, che aveva già anticipato qualcosa nel corso dell’incontro conviviale per la chiusura della stagione sportiva, risponde così al Presidente e a tutti gli orvietani:

“Il messaggio del Presidente è stato molto chiaro e suona come un campanello d’allarme. Da parte mia è stato compreso e, proprio qualche sera fa, in occasione della cena sociale, ho detto che mi assumo un po’ delle responsabilità per aver trascurato il problema, che ha visto la città, negli ultimi anni, essere sempre meno vicina, in particolare all’Orvietana, pezzo importante nella storia della città con oltre cento anni di storia. In ragione di ciò, ho dichiarato la nostra volontà di cambiare registro, cercando, nei limiti del possibile di dare un supporto, distribuito in due parti ben distinte.

Partiamo dalla convenzione per lo stadio L. Muzi, cui stiamo lavorando con l’assessore allo Sport Cristina Croce e gli uffici preposti, nell’elaborazione di una proposta per l’affidamento della gestione. Stiamo, inoltre, ultimando i termini della gara per la ristrutturazione degli spogliatoi e altre migliorie che seguono il rifacimento del manto erboso già utilizzato. Altro aspetto, la volontà, da parte dell’Amministrazione, di creare premesse che rigenerino gli organi dirigenti della Società, prendendo opportuni contatti con l’imprenditoria cittadina. L’intento è di alleggerire almeno una parte degli impegni che oberano, adesso, il Presidente Biagioli. L’Orvietana è una di quelle cose che la città non può permettersi di perdere”.

Sindaco, uno sportivo, quale ritengo essere, ascolta con piacere e apprezza le sue parole. Ho, però, l’impressione che siamo ancora a livello d’intenzioni. I tempi per intervenire sono ristretti e, considerando che tra una quarantina di giorni la programmazione sarà già operativa, servirebbe qualcosa di rapido. Almeno per la seconda parte del suo progetto, quello della lista dei candidati disponibili a perorare la causa, tanto per intenderci:

“Spero di incontrare Roberto Biagioli entro la prossima settimana e con lui trovare la strategia valida ad affrontare il tema cui accennavi. Anticipo di aver già fatto qualche, diciamo così, passaggio con alcuni imprenditori e mi auguro di avere qualche risposta positiva. Dico “qualche”, perché questa è la situazione. Per essere più chiari, sul momento di concreto non c’è ancora nulla. Il Presidente ha lanciato il suo appello, io lo ho recepito e messo tra le cose che devo assolutamente fare”.

Un’ultima cosa, sulla gestione dell’impianto. Ogni inizio estate, ormai da qualche anno, si solleva il problema. Poi tutto tace fino all’anno successivo. Esistono ostacoli che sono davvero insormontabili? Ricordo che in alcune regioni, tipo la Toscana, tali convenzioni sono già operative dai primi anni Novanta:

“Posso rispondere con una battuta? E’ l’orvietanità, il maggior impedimento. Molto, troppo spesso non riusciamo a dialogare tra noi e a creare un progetto comune. Alla fine, e non solo nello sport ma a tutti i livelli, finiscono per prevalere i personalismi. Per lo stadio confido che questa sia la volta buona. L’amministrazione è disponibile a intervenire anche con delle risorse economiche, nei limiti delle disponibilità, e desidererei risolvere questo problema entro il termine di questa consigliatura”.

Ha usato il termine orvietanità. In passato, se un Sindaco promuoveva una qualche azione di sostegno a sodalizi in difficoltà, c’era subito l’assalto alla diligenza da parte di società, rappresentanti altre discipline. I tempi sono cambiati?
“Credo che il problema non si ponga. Parliamo di Orvietana e, per quanto già detto all’inizio, l’Orvietana è uno dei simboli della città. Sono certo che tutti i cittadini ne apprezzino l’attività, magari non solo per il fare agonistico, ma per la sua funzione formativa verso coloro che sono stati giovani ieri e degli altri che lo sono oggi”.

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