sociale

Importanza della memoria e dell'impegno con l'Istituto "Italo Calvino" e il Comprensivo "Pietro Vannucci"

martedì 24 marzo 2026

Venerdì 20 marzo Città della Pieve ha onorato la memoria delle vittime innocenti di mafia e ribadito l’impegno per verità e giustizia alla Sala Sant’Agostino. Vista l'instabilità del tempo, infatti, non è stato possibile riunirsi presso l'ulivo di Libera al giardino attiguo alla Rocca. Ad organizzare la manifestazione, come annunciato, Libera e il Gruppo Ecologista "Il Riccio" in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e gli Istituti Scolastici Comprensivo "Pietro Vannucci" e Superiore "Italo Calvino". 

In occasione della 31esima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, la lettura dei nomi è stata preceduta, a cura degli organizzatori, da informazioni e riflessioni  contro le mafie pronunciate da chi le ha combattute in prima persona e magari ha dato la propria vita per tentare di contrastarle: Papa Francesco, i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i giudici Antonino Caponnetto e Pietro Grasso, i giornalisti Giuseppe Fava e Peppino Impastato, Luigi Ciotti, fondatore di Libera.

È stata declamata la poesia “Per Giovanni Falcone” di Alda Merini, un atto di denuncia in versi, scritta pochi giorni dopo la strage di Capaci,  nei pressi di Palermo, avvenuta il 23 maggio 1992,  in cui  furono uccisi il magistrato antimafia insieme ad altre quattro persone: la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un omaggio al coraggio di chi aveva combattuto contro quel cavallo nero chiamato “mafia”, ma anche un atto di denuncia nei confronti di chi non ha mai preso le distanze dalla mafia.

A colpire è la similitudine che la poetessa utilizza per descrivere la mafia come “il cavallo nero dell’apocalisse che porta in sella un relitto mortale” a simboleggiare la carestia, intesa come  carestia di legalità. Come pure il momento in cui  immagina che a trasportare a braccia il feretro del magistrato siano proprio gli stessi che lo hanno ucciso.

Sono state ricordate oltre Torino, luogo della memoria e dell’impegno  scelto quest’anno a livello nazionale, le dieci località umbre: Perugia, Terni, Acquasparta, Bastia, Città della Pieve, Marsciano, Nocera, San Gemini, San Venanzo, Spoleto, dove si è meditato collettivamente sulla necessità di ricordare chi innocente ha perso la vita a causa delle mafie, ma anche sull’impegno, la responsabilità, il desiderio  condiviso di giustizia e verità, sulla necessità di chiedere alla politica che si faccia promotrice di azioni che portino chi ha più risorse ad avere uno “stomaco sociale” per favorire azioni redistributive e inclusive, come la formica riprodotta nel manifesto, unico animale con due stomaci, uno per sé e uno  per il cibo da  portare al formicaio per essere distribuito e messo al servizio della comunità, e come evidenziato dallo slogan “Fame di verità e giustizia”.

L’elenco delle vittime quest’anno è salito a 1117, con l’inserimento, negli anni della morte, dal 1921 al 2020, di 16 nuovi nomi, aggiunti ai 1101 dello scorso anno. Tra le vittime in elenco tre sono umbri: Roberto Antiochia, agente di Polizia di scorta al vice-questore Ninni Cassarà, ucciso a Palermo nel 1985,  Stefano Picerno, vigile del fuoco intervenuto in Via Palestro, a Milano, nel 1993, entrambi nati a Terni, e Barbara Corvi, amerina, scomparsa nel nulla il 27 ottobre del 2009.

È stata posta particolare attenzione anche ai colori della bandiera della pace, impressi nel manifesto, segno di un impegno collettivo che non si limita alla resistenza alle mafie, ma guarda a una società fondata su giustizia, nonviolenza e convivenza richiamando cittadini e comunità ad opporsi con responsabilità  a tutte le forme di violenza che negano dignità e futuro alle persone.

Il sindaco, Fausto Risini, si è rivolto alla giovane platea ricordando le insidie dell’illegalità, i pericoli più ricorrenti con la raccomandazione a starne lontani, ad essere accorti, a non sottovalutare i rischi. Le insegnanti e il dirigente scolastico dell’Istituto “Calvino”, Enrico Millotti, hanno ricordato gli anni delle stragi, indelebili nella memoria di chi li ha vissuti e sottolineato l’importanza di non dimenticare, di prendersi cura di sé e degli altri, di agire in prima persona per garantire, alla società, giustizia, verità e libertà. Il sindaco del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, Flavio Bruno, introducendo la lettura dei nomi, ha ricordato l’importanza della giornata in particolare per i giovani e sottolineato la correttezza di ricordare tutte le vittime, più e meno note.

A seguire i 13 componenti il C.C.R.R., hanno dato lettura dei nomi da loro stessi scelti dall’elenco, mettendo in evidenza anno, luogo e data di morte, svolgimento del fatto. Sono così stati ricordati, accompagnati dalla fisarmonica del professor Massimo Santostefano: Caternia Nencioni, Giuseppe e Salvatore Asta, Giovanni Gargiulo, Abed Manyami, Francesca Moccia, Ciro Rossetti, Vito Guarino, Cristina Pavesi, Nicola Sarpa, Susanna Cavalli, Giovanni Grifò, Domenico Pacilio, Flavio Russo.  Di seguito gli studenti  delle classi 2S2 - Scientifico e 3SA1 - Scienze Applicate dell’Istituto Superiore “Italo Calvino” hanno letto i nomi delle vittime dal 1999  al 2024,  ultimo anno presente in elenco, in quanto le meno ricordate nel tempo. 

Prima dell’ultimo stacco musicale che ha concluso la mattinata è stata comunicata la prossima nascita del Presidio Libera Trasimeno, comprendente anche Città della Pieve, e la necessità di avere tra i propri componenti e simpatizzanti giovani volenterosi di agire in prima persona, combattere le ingiustizie e i soprusi a partire dai contesti in cui si  vive, nella consapevolezza che le mafie si combattono anche dal basso, con i comportamenti di ognuno di noi, l’abitudine alla collaborazione, all’aiuto, alla solidarietà, a non tenersi tutto dentro, al desiderio di conoscere, di capire sempre.

Chi volesse vivere l’atmosfera della mattinata può guardare la diretta su Città della Pieve Viva, realizzata da Ettore Serpico, ringraziato per la cortese disponibilità.

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