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Nuove regole per le strutture sanitarie e sociosanitarie per non autosufficienti

sabato 5 gennaio 2019
Nuove regole per le strutture sanitarie e sociosanitarie per non autosufficienti

Nuove norme in Umbria sul fronte della sicurezza, dell’organizzazione, delle risorse umane e tecnologiche delle strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali per post acuti e per persone non autosufficienti, disabili adulti e minori, malati terminali. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, ha infatti preadottato un nuovo Regolamento in materia, con l’obiettivo di innalzare gli standard qualitativi delle prestazioni offerte. 

“Le nuove regole – spiega Barberini – riguarderanno sia le strutture pubbliche sia quelle private, che dovranno adeguarsi a nuovi requisiti aggiuntivi fissati dalla Regione, oltre a quelli minimi stabiliti al livello nazionale. Si tratta di nuove disposizioni per tutte quelle realtà che si occupano del ricovero, dell’accoglienza e della riabilitazione di persone non autosufficienti, con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, come ad esempio le Residenze sanitarie assistite, le strutture sanitarie residenziali Alzheimer, le strutture residenziali e semiresidenziali per anziani, i centri socio-riabilitativi e le comunità alloggio per adulti e minori con disabilità, le Speciali unità di accoglienza permanente (Suap) per persone in stato vegetativo, le realtà come gli hospice, dedicate all’assistenza di malati in fase terminale della vita. 

In pratica – continua l’assessore – abbiamo disciplinato in maniera più puntuale la delicata materia delle strutture sanitarie e sociosanitarie per persone non autosufficienti, con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’efficacia delle prestazioni e dei servizi erogati, al fine di dare risposte più adeguate ai bisogni delle persone. Il nuovo Regolamento, prima di essere adottato in via definitiva, verrà partecipato con tutti i soggetti interessati, pubblici e privati (operatori, gestori di strutture, associazioni, cittadini…), per arrivare a definire un documento condiviso ed efficace”.

Fonte: Regione dell'Umbria

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