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L'Alto Orvietano "In marcia per le donne" verso la Panchina Rossa

giovedì 23 marzo 2017
L'Alto Orvietano "In marcia per le donne" verso la Panchina Rossa

A conclusione degli eventi dedicati alle donne, condivisi con le Assessore dei Comuni di Fabro, Ficulle, Monteleone d'Orvieto, Montegabbione e Parrano, con il patrocinio della Regione Umbria, di I.P.A.A. dell’ICAO, dell’Unitre, della Consigliera Pari Opportunità Regione Umbria e del Consigliere al Lavoro, racchiusi nel programma "Marzo è donna", come annunciato, domenica 26 marzo, a partire dalle 8.30, avrà luogo l’evento "In marcia per le donne", che trae espirazione dal movimento nato in Argentina "NiUnaMenos" contro il femminicidio. Partendo dai vari Comuni, si confluirà insieme alla Panchina Rossa di Parrano.

Il punto di partenza da Fabro Scalo è il piazzale della Coop, intorno alle 9.10, da Ficulle Piazza della Repubblica, intorno alle 8.30, nella frazione di Santa Maria di Monteleone d'Orvieto in Piazza delle Betulle intorno alle 8.30. Il punto di partenza da Montegabbione, invece, è in Piazza della Chiesa, a Faiolo, intorno alle 9. Il punto di partenza da Parrano, infine, è sempre intorno alle 9 davanti al bar. Il luogo di ritrovo generale è in località Fosso del Bagno-Parrano (la strada che porta alle Tane del Diavolo), intorno alle 11. Tutti insieme si riparte alla volta del giardino della Panchina Rossa di Parrano.

"Dopo un breve saluto del sindaco - anticipano in una nota congiunta gli assessori al sociale Alessia Baldini (Comune di Fabro), Francesca Barbini (Comune di Ficulle), Elisabetta Guidantoni (Comune di Monteleone d’Orvieto), Isabella Marchino (Comune di Montegabbione), Patrizia Patrizi (Comune di Parrano) - e un piccolo intervento a cura di alcune giovani studentesse, gusteremo insieme la pizza fatta “dalle donne per le donne” (per tutti!) e cotta al forno a legna comunale.

Il nostro programma è stato preparato con l’intento di sensibilizzare i cittadini intorno a quello che, senza mezzi termini, si dice un “grave problema sociale e politico”: il femminicidio. Ancora oggi dobbiamo parlare di “condizione femminile”, di parità di genere, di violenza sulle donne, di discriminazione sul lavoro. Le donne e gli uomini devono fare ancora molta strada per arrivare a chiamare questa società, civile.
Abbiamo cercato di dare un messaggio, lavorando insieme per “Marzo è Donna”, affinché possa essere riflessione comune quella di condividere una preoccupazione reale: anche nei nostri piccoli paesi il rischio di violenza, discriminazione, soprusi, sulla donna non è escluso".

 

 

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