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Il polifonico suono dei singoli campanili in festa. Adriano Graziani guarda alla possibile collaborazione del dopo Cantamaggio

martedì 21 aprile 2015
di Livia Di Schino
Il polifonico suono dei singoli campanili in festa. Adriano Graziani guarda alla possibile collaborazione del dopo Cantamaggio

Se un gruppo di amici si dedicasse al territorio? E lo facesse con il proprio tempo libero? Con unità di intenti e di prospettive? E se a loro, proprio a loro, piacesse la musica rock e continuassero a portare avanti quella che una quindicina di anni fa era stata per altri una gita ispiratrice all’estero, a Monaco, e poi un’idea da proporre al paese? Tra boccali di birra e musica. Trasformando quella che nella maggioranza dei casi sarebbe semplicemente una serata tra amici in un motivo di ritrovo per tanti ragazzi di tutto il territorio. Un appuntamento irrinunciabile, nel quale divertirsi e brindare.

Brindare alla voglia di esprimersi a pieno in un territorio, capendo di essere parte integrante di una realtà in continua evoluzione, che solo attraverso l’impegno di ognuno potrà rimanere proprio, prezioso e unico. Per non essere schiacciato dal torpore e dalla fuga di risorse umane, che forse non sarebbero così accentuati se nel tempo si fossero sviluppate azioni più mirate e collaborative tra i territori per sviluppare il turismo. Ne fa menzione la Pro Loco di Ficulle, facendo riferimento alla Mappa di Comunità, che indica proprio in questo la principale risorsa per i piccoli e bellissimi paesi della zona orvietana. Dai pittoreschi paesaggi e dalla tradizionale buona cucina.

In questo contesto propositivo, di entusiasmo e di attaccamento alle proprie origini, si cala l’impegno di Adriano Graziani, presidente della Pro Loco di Ficulle. Ormai alla fine del suo triennio, dopo che nel maggio 2012 accettò di ricoprire questo ruolo, assumendo un’importante responsabilità ad un’unica condizione: quella di essere affiancato e sostenuto dalla sua squadra. Un gruppo formato da persone che amano il proprio paese, ma che prima di tutto in prevalenza erano e sono amici. Compagni nel volontariato, ma soprattutto nella vita. Ecco quindi, il vice presidente Alessandro Bartoccio, le segretarie Vanessa Fabbretti e Caterina Mariani, il tesoriere Eleonora Serra.

E poi – ripassando i nomi dal gruppo WhatsApp, con il quale il presidente è solito comunicare con l’associazione - Luca Martelloni, Gabriele Topo, Chiara Barbini, Danilo e Juri Mechelli, Sabrina e Michela Palazzetti, Cristiana Mariani, Marco Ceccaroni, Tommaso Neri, Alessio Bartoccio, Piero Graziani, Renato Testa, Sara Amoni, Alessandro Capini, Michele Topo, Riccardo Paoletti. Ormai imminente l’assemblea per il rinnovo delle cariche della Pro Loco, che ci sarà il 7 maggio alle 9 di sera presso la sala Polivalente ex Teatro. Occasione, questa, per sapere quello che nell’ultimo triennio è stato fatto oltre che capire su cosa focalizzare l’attenzione futura. Di una cosa la Pro loco uscente è sicura: ad animare l’impegno di ognuno dovrà continuare ad essere l’entusiasmo e l’affiatamento tra i componenti.

Per Adriano Graziani, la Pro Loco non deve solo organizzare eventi, ma anche progettare idee che siano verificate e verificabili nel tempo. Promuovere un territorio attraverso le associazioni di volontariato, ma anche con il supporto del pubblico. In tal senso, Adriano Graziani guarda con favore il recente progetto di marketing del territorio presentato dal Comune. Nella promozione di un’area, niente deve essere lasciato al caso e quindi è auspicabile l’utilizzo di personale qualificato, dotato di capacità linguistiche e comunicative, oltre che preparato sul piano delle conoscenze e attivo su internet. Mossi da questa consapevolezza, i membri della Pro Loco sono impegnati nell’aggiornamento della pagina Facebook e del sito www.prolocoficulle.com, nel quale è possibile conoscere i “Prolocanti”.

Tra immagini, video e informazioni c’è “Ficulle in rock”, che quest’anno andrà in scena tra il 29 luglio e il 2 agosto. Per Adriano Graziani “si tratta di un appuntamento ormai imperdibile per gli amanti del genere, che raccoglie favori anche fuori regione e ha permesso alla Pro Loco di supportare "Tempo al tempo", un soggiorno per ragazzi diversamente abili alla fattoria Walden di Ficulle. Un progetto della onlus Crisalide, al quale ha collaborato anche la cooperativa sociale Il Quadrifoglio”.

Poi “Olio diVino”, la manifestazione di promozione enogastronomica di fine novembre e il nuovissimo progetto di riscoperta degli antichi fontanili. “Con il Comune e l’Associazione Via Romea Germanica – spiega il presidente - la Pro Loco è impegnata per la definizione di una serie di sentieri pensati per il trekking, cavallo e mountain bike, con relativa cartellonistica”.

Presto sarà il momento di “Cantare il Maggio”. La Pro Loco, attraverso Facebook ha già inviato gli inviti, non dimenticando di dare avvio ad un sistema informativo che nelle piccole realtà ancora funziona: il passaparola. La notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, tra vino e canti, la popolazione rievocherà la tradizione. Tra suggestioni e allegria. Una proposta che unisce la popolazione e che va ad integrare la “Festa di Primavera”, che vedrà rivivere i “Fuochi di San Giorgio” il 24 e 25 aprile grazie all’impegno dell’Associazione artigiani e commercianti e – aggiunge il presidente- la presentazione del progetto “Kaki Tree Project” e del “Giardino della Pace” nel pomeriggio del 25 aprile”.

Nel descrivere i festeggiamenti ficullesi, non può sfuggire nelle parole di Adriano Graziani l’orgoglio per quello che è stato fatto, oltre allo spirito collaborativo e all’utilità sociale nella quasi si muove la Pro Loco e più in generale l’associazionismo ficullese. “Un volontariato – sottolinea con soddisfazione Adriano Graziani- che, attraverso i propri rappresentanti, periodicamente si riunisce in una consulta. Un modo di lavorare, che se fosse trasposto a livello intercomunale (per le cinque realtà dell’Alto orvietano) prima per le Pro Loco e poi allargando a tutte le associazioni di volontariato, potrebbe permettere di traguardare obiettivi più importanti, creando ulteriori momenti di conoscenza e integrazione tra la popolazione e, soprattutto, tra i ragazzi”.

In questo modo, sarebbe possibile conoscere meglio le varie realtà, condividere i diversi progetti e capire quali possano essere le modalità per promuovere un’area in modo organico e attento al lavoro di tutti. Una rete che, nel rispetto dell’autonomia, metta insieme l’unicità e la bellezza dei singoli campanili.

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