sociale

Un naso rosso per scoprire se stessi nel sorriso della solidarietà

domenica 22 febbraio 2015
di Livia Di Schino
Un naso rosso per scoprire se stessi nel sorriso della solidarietà

Naso Rosso significa condivisione. Si conquista in un cammino di autenticità nel mare delle emozioni e, stringendolo tra le dita prima di indossarlo, ricorda il desiderio di regalare un sorriso a chi soffre, a chi è in difficoltà. Solidarietà che irrompe tra bambini, malati e anziani. Ma prima di tutto il Naso Rosso è un qualcosa che si dona a se stessi, attraverso l’irrefrenabile commozione che si intreccia con la solarità dell’esperienza. Momenti che vengono vissuti in un’avventura collettiva, basata sull’integrazione e il dialogo, per ascoltare il proprio “fanciullino” e le più intime sensazioni, come quando per gioco si definisce il colore del proprio respiro guardandosi, ad occhi chiusi, internamente.

Gianluca Ponziani, giovane ragazzo di Parrano, di recente ha accolto il suo Naso Rosso e lo ha ricevuto da “Le Coccinelle” di Chianciano Terme, avvolto nelle sue più sincere lacrime, mentre con il solo tatto –dopo una prima due giorni di formazione- scopriva quello che sarebbe stato uno degli strumenti della Clown terapia. Anche se, come lui stesso ricorda, essere un Clown dottore è uno stato esistenziale, che già interiormente comprende quel Naso Rosso, che però deve essere raffinato nelle sue forme e capacità. Riflessioni che lo avvolgevano in quella limpida musica che stava accompagnando un momento che da subito ha considerato come indelebile nella sua mente e nel suo cuore.

“Appunto, la magia del Naso Rosso…”, pensieri e sensazioni che Gianluca ha vissuto profondamente, proprio come il momento dell’Arrivederci. Quando il gruppo si è salutato per ritrovarsi, in seguito, al prossimo momento formativo che si terrà nel mese di marzo. Prima di allora, periodicamente, i Clown dottori si incontrano per gli allenamenti. E se in quei giorni formativi e nei momenti di condivisione si cerca di potenziare, attraverso il gioco, la fiducia, l’ascolto, lo sguardo e la concentrazione, Gianluca già pensa a quando sarà in una corsia di ospedale o assieme a persone anziane per tentare di avviare, dove ce ne fosse bisogno, quel flusso di trasformazione delle emozioni negative in positive.

All’inizio, proprio come gli altri giovani, accompagnerà i più esperti e, una volta pronto, sarà lui stesso a ricoprire quei panni che adesso vede indossare da “vecchie” Coccinelle come i dottori Carciofo e Biii, le dottoresse Patacca e Chicchi e gli altri. Inseguendo i precetti della formatrice, la dottoressa Pippi. Precetti che stanno contribuendo ad una formazione personale che va ben oltre quella della sua mission: gli occhi che Gianluca sta usando per decodificare il mondo sono ben diversi da quelli antecedenti il suo incontro con “Le Coccinelle” e con i suoi clown dottori e dottoresse. Per questo ringrazia tutti, “vecchi” e “nuovi”, e poi un grazie per il modo in cui è stato accolto, per le emozioni che hanno saputo trasmettere e per quelle che continuano ad essere profuse.

E mentre continua ad aggiungere mattoncini alla sua vita, è soddisfatto di “vivere per l’arte”. In tutte le sue forme: dalla pittura alla fotografia, passando dalla danza, canto e teatro. Arti che lo vedono impegnato nel territorio dell’Alto orvietano e non solo: tra le altre, in occasione del #Paf!! 2014 con una mostra fotografica, nella realizzazione di alcuni scatti nell’ultima edizione del Presepio Vivente di Monteleone d’Orvieto e in esibizioni teatrali anche a Città della Pieve. Proprio nella recitazione, nella quale forse si sta impegnando maggiormente, sogna il proprio futuro. Un futuro nel quale possa esprimere se stesso attraverso i personaggi che interpreta, raggiungendo un pubblico più vasto possibile. Per questo gli piacerebbe approdare o in televisione o nel grande schermo.

Intanto - proprio lui che sta ancora riflettendo sul suo nome da Clown dottore - reciterà per chi si trova in una condizione di fragilità, consapevole che questi incontri riscalderanno gli spettatori, ma regaleranno importanti emozioni anche a lui. Suggestioni includenti, che tenterà di proporre anche dove fosse percepito con diffidenza. E soprattutto in questi casi, Gianluca si ripromette rispetto e dedizione. Ciò per un’innata indole al dialogo e nell’attenzione per gli insegnamenti delle vecchie Coccinelle. Saranno poi il sorriso di un bambino o la carezza di una persona anziana a ricompensare il suo impegno. Del quale va già fiero.

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