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Lo "slow-travel" del treno a vapore di Gianni Morcellini: dalle pagine di "Signori in carrozza!" alla stazione di Fabro-Ficulle

mercoledì 10 dicembre 2014
di Livia Di Schino
Lo "slow-travel" del treno a vapore di Gianni Morcellini: dalle pagine di "Signori in carrozza!" alla stazione di Fabro-Ficulle

Recuperare la memoria per riaffermare con forza la propria identità e trasmetterla alle nuove generazioni. Questo sembra essere l'imperativo che ha guidato Gianni Morcellini in un susseguirsi di differenti iniziative nel territorio orvietano in questi ultimi anni.  Con il libro “Signori in carrozza!” edito nel 2006 da Thyrus, Gianni Morcellini iniziò un lungo percorso che avrebbe portato Fabro e l'Orvietano ad aprirsi ad una nuova ed emozionante esperienza, quella del treno a vapore. Dopo la pubblicazione del primo libro, che in brevissimo tempo conobbe una tiratura di circa seicento copie nella sola zona orvietana, Gianni Morcellini intese dar vita a quello che i suoi lettori avevano soltanto assaporato con la fantasia, nel susseguirsi delle pagine di quel suo saggio.

Fu così che, il 16 dicembre 2012 il grido “Signori in carrozza!” tornò a riecheggiare alla stazione di Fabro-Ficulle, in occasione del 150° anniversario della sua apertura all'esercizio. In circa tre ore, alla velocità di cinquanta chilometri orari, oltre quattrocento viaggiatori, a bordo di un convoglio storico composto da cinque carrozze del tipo centoporte e al traino della più possente locomotiva a vapore del parco storico delle Ferrovie dello Stato, raggiunsero Siena. Moltissimi, in quella occasione, non riuscirono a trovare posto e dovettero accontentarsi di salutare amici e parenti dal marciapiede, cosa che indusse a riproporre una serie di eventi analoghi nel giro di pochi mesi.

Fu la riscoperta dello “slow-travel”, del viaggio lento e introspettivo, che consente di godere appieno del paesaggio e di far correre liberamente e senza fretta i pensieri fuori dal finestrino, cullati da ritmi, suoni, odori e colori d'altri tempi. Dopo d'allora, Fabro ha visto altre sette volte il treno a vapore presentarsi nella sua stazione, cinque in partenza, in direzione delle linee senesi e due in arrivo da Roma Termini, in occasione della Mostra Mercato del Tartufo. Gianni Morcellini, dopo l'ultimo viaggio, quello del 7 dicembre scorso, da Fabro a Siena, in occasione del mercato storico tradizionale dell'artigianato in piazza del Campo, si è lasciato andare in quella che sarà la sua nuova proposta per il territorio: tentare di portare il treno a vapore anche ad Orvieto, magari in occasione del Corpus Domini. Intanto ringrazia il sindaco di Fabro, Maurizio Terzino, per aver supportato e sostenuto il progetto.

Per Gianni Morcellini il processo di riscoperta della storia e delle tradizioni non si ferma a questa esperienza: ecco quindi la presentazione di libri di autori diversi, la redazione di un suo secondo volume (“Sulla via d'Alessandria” edito da Albatros nel 2010), l'organizzazione di più edizioni della Giornata della Memoria in occasione della ricorrenza del 10 febbraio. E poi la ricerca dell’autenticità. Gianni Morcellini, assieme a una quindicina di persone tra i 20 e i 40 anni, si è impegnato affinché anche il territorio orvietano potesse nuovamente riscoprire e godere della “Messa di sempre”, quella codificata da San Pio V e celebrata fino agli anni ‘60 del ‘900.

La cosiddetta “Messa in latino”, quella dove il popolo e il sacerdote sono entrambi rivolti all'Altissimo verso il tabernacolo, una celebrazione “verticale”, dalla liturgia perfetta, dove lunghi silenzi s'alternano al canto gregoriano e dove nulla è lasciato al caso. Dall'ottobre scorso, questa è celebrata ad Orvieto nell’antica Chiesa S. Maria dei Servi, a cura dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, la seconda e la quarta domenica di ogni mese alle 17,30. Una Messa che, per ovvie questioni anagrafiche, Gianni Morcellini ha conosciuto solo in età matura, ma che ha adottato per il suo matrimonio e per i battesimi dei suoi due bambini.

 

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