sociale

Centro studi al capolinea? La voce dei sindacati. Dipendenti in stato di mobilitazione

venerdì 21 giugno 2013
Centro studi al capolinea? La voce dei sindacati. Dipendenti in stato di mobilitazione

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma Maria Rita Paggio (Cgil) e Raffaello Trentini (Cisl) relativa al futuro del "Centro Studi Città di Orvieto", che sposta l'attenzione sulle condizioni dei lavoratori.

"Era la fine di giugno del 2012 quando le organizzazioni sindacali CGIL e CISL avevano registrato positivamente che dall'incontro tenutosi in Comune con il Sindaco, altri autorevoli esponenti dell'Amministrazione cittadina ed il Presidente del CSCO era emersa la volontà condivisa di dare continuità all'esperienza del Centro Studi Città di Orvieto.
Ad un anno esatto di distanza, nonostante gli impegni allora assunti e da allora più volte ribaditi pubblicamente dal CdA CSCO e dall'Amministrazione Comunale e le tremila firme raccolte contro la chiusura, gli stessi Sindacati apprendono dai lavoratori dell'ente culturale e formativo istituito nel 2000 dal Comune di Orvieto che il Presidente dello stesso, Prof. Roberto Pasca di Magliano, ha comunicato loro che, nella seduta "di ordinaria amministrazione" dello scorso 18 giugno, il CdA (per la cronaca, scaduto nel novembre 2012, sette mesi fa!) ha deciso di chiudere le attività del Centro Studi a partire dal prossimo 1 luglio. Ne consegue che ai lavoratori dipendenti saranno recapitate nei prossimi giorni le lettere di licenziamento.
La situazione si profila grave, tale da compromettere in modo irreparabile il futuro di un'istituzione culturale e formativa che, in tredici anni d'intensa attività, ha dato molto a questa Città e che molto potrebbe continuare ad offrire per lo sviluppo dell'Orvietano.
Ai Sindacati spetta il compito di tutelare i legittimi interessi dei lavoratori e, nel contempo, concorrere a salvaguardare i presìdi fondamentali dello sviluppo economico e sociale del territorio. Tra questi presìdi, un ruolo determinante è giocato proprio da quella formazione di elevato livello, rivolta ad un'utenza internazionale, che è stata e, a nostro avviso, dovrà continuare ad essere la "missione d'istituto" del Centro Studi.
Consapevoli di tutto ciò, CGIL e CISL tornano a rappresentare al Comune di Orvieto, alle altre Istituzioni cittadine, provinciali e regionali, alle forze politiche, alle organizzazioni imprenditoriali, agli operatori economici, alle associazioni ed all'intera opinione pubblica, le preoccupazioni più volte espresse in merito alla situazione attuale ed alle quantomai incerte prospettive per il futuro dell'istituzione formativa cittadina.
Di fronte ad una prospettiva di imminente chiusura delle attività e di licenziamento del Personale, le Organizzazioni Sindacali chiedono pertanto all'Amministrazione Comunale (il Comune è, infatti, l'unico socio fondatore superstite, dopo l'uscita della Fondazione C.R.O. dalla compagine del CSCO) d'intervenire con la massima urgenza sul Presidente ed il Consiglio di Amministrazione della Fondazione CSCO affinché receda dall'improvvida decisione assunta in una seduta probabilmente viziata da elementi d' "illegittimità" in quanto tenuta da un Consiglio "in prorogatio" (da sette mesi!) e, quindi, in carica soltanto per il disbrigo di pratiche di ordinaria amministrazione. CGIL e CISL si chiedono e chiedono al Comune: rientrano nell'ordinaria amministrazione la chiusura delle attività ed il licenziamento dei dipendenti? A nostro avviso no!!
Oltre a precise assicurazioni in ordine al mantenimento dei livelli occupazionali quale premessa per ogni ipotesi di rilancio, chiedono al Sindaco ed all'Amministrazione Comunale di definire al più presto un accordo transattivo con la Cooperativa "Carli" e di assumere chiari orientamenti riguardo al destino della Fondazione Centro Studi Città di Orvieto. L'alternativa che si profila è quella tra la continuità dell'attuale struttura - che potrebbe garantire la prosecuzione dei rapporti di lavoro in essere, anche continuando a fare ricorso agli ammortizzatori sociali - e la sua chiusura. È indispensabile un progetto chiaro e credibile che individui fin d'ora le risorse ed i tempi per il rilancio dell'agenzia cittadina preposta all'alta formazione. In assenza di un progetto chiaro, definito, condiviso e sostenibile, i soggetti che attualmente mantengono rapporti di collaborazione consolidatisi negli anni con il Centro Studi (università ed istituti culturali e di ricerca nazionali ed internazionali, ecc.) tenderanno inevitabilmente a rivolgersi altrove, vanificando così il patrimonio di professionalità e di relazioni intessute a livello nazionale ed internazionale nel corso di dodici anni di attività e compromettendo di fatto ogni possibilità concreta di mantenere una prospettiva occupazionale per i lavoratori.
CGIL e CISL intendono continuare ad operare attivamente perché il C.d.A. del Centro Studi "Città di Orvieto" ed il Comune riprendano con determinazione la via del rilancio del Centro Studi che sola potrebbe garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e dei rapporti di collaborazione con università ed enti formativi e di ricerca. Al fine di ottenere risposte chiare in tempi rapidi, confermano il proseguimento dello stato di mobilitazione ed agitazione del personale".

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