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Corteo Storico senza acqua ma pronto al rilancio. Sfilerà con l'elmo calzato l'atteso conestabile

domenica 26 maggio 2013
di Laura Ricci
Corteo Storico senza acqua ma pronto al rilancio. Sfilerà con l'elmo calzato l'atteso conestabile

Non sono poche, come è emerso dalla rituale conferenza stampa prima della tradizionale uscita in occasione del Corpus Domini, le difficoltà con cui deve fare giornalmente i conti l'Associazione "Lea Pacini", depositaria del prezioso patrimonio del Corteo Storico "Città di Orvieto", ma nonostante gli aspetti critici e per alcuni versi sconsolanti il Consiglio di gestione non solo intende andare avanti, ma è fortemente e seriamente impegnato in un grande slancio di rinnovamento e in una testimonianza più costante di vitalità. È quanto è emerso, in estrema sintesi, dagli interventi del presidente dell'associazione Silverio Tafuro e di Sandro Ciotti, membro del consiglio di gestione, mentre il decano Giuseppe Andrei e i membri del comitato scientifico Lucio Riccetti e Silvio Manglaviti si sono soffermati soprattutto sui progetti in corso e sull'attività che sta svolgendo l'Associazione Pacini per essere più incisivamente presente nel tessuto culturale e sociale della città e per promuovere la propria immagine tra le giovani generazioni, sul territorio e oltre confine. Tra le criticità, qualche nota positiva non manca. Prima tra tutte la ferma volontà dell'assessore Marco Marino di rilanciare e appoggiare sia una progettualità diffusa della realtà del Corteo Storico, patrimonio culturale e artigianale di Orvieto, sia il brand "Orvieto Città del Corpus Domini, coniato proprio dal comitato scientifico dell'Associazione Pacini. Poi quella del buon rapporto con le scuole, che il 31 maggio sera, nell'intervallo del Concerto medievale a Sant'Andrea, saranno premiate per la loro partecipazione al concorso indetto dall'apposito comitato coordinato da Giuseppe Andrei; e ancora la fruttuosa attività su Facebook, dove il Corteo è arrivato a contare quasi 2400 amici.

Ma il cahier de doléances è lungo e nutrito. Una sede poco adeguata - la ex Caserma Piave dove l'associazione e il suo patrimonio sono state confinate dal momento in cui hanno dovuto lasciare il Chiostro di San Giovanni - in cui l'umidità, il freddo invernale e la muffa insidiano e deteriorano i preziosi e magnifici costumi; una cronica mancanza di fondi -  diventata ancora più pesante in tempi di crisi e di spending review - sia per la conservazione del patrimonio che per l'organizzazione e la promozione del Corteo Storico e di altri eventuali eventi che potrebbero far capo all'associazione; un qual certo appannarsi di memoria sotto l'imperversare della globalizzazione, che coinvolge non solo le giovani generazioni, ma anche altre categorie e altri pezzi di città che potrebbero dare il loro sostegno. Emblematico, rispetto a tutto questo, è il venir meno, quest'anno, della sponsorizzazione che la Tione assicurava con la fornitura delle bottigliette di acqua per i figuranti che escono in parata la mattina del Corpus Domini, acqua che quest'anno andrà acquistata: non tanto per il valore di monetizzazione del bene, minimo rispetto ad altre necessità, ma per il significato simbolico che tale inattesa carenza acquista. Nè va meglio per il vino, perché per gli intrattenimenti gastronomici che quest'anno fanno da corollario al corteo, c'è la disponibilità di alcune singole cantine, ma non quella del Consorzio come ente.

Altra cronica difficoltà quella di reperire figuranti; e se si è un poco attenuata grazie all'intensa e fruttuosa attività di promozione su Facebook, che ha portato al Corteo qualche nuova leva che fortunatamente si appassiona e si accosta, il problema permane per il reperimento di tamburi e chiarine in quanto, come sappiamo anche dagli accorati appelli in tal senso della Filarmonica Mancinelli, nella locale Scuola di Musica mancano allievi che si accostino agli strumenti a fiato e alle percussioni. Ultima, inattesa batosta logistica il Luna Park installato nella Piazza d'Armi della Piave, dove d'abitudine i figuranti lasciavano le loro auto e il Corteo si preparava per l'uscita.

Si spiega proprio in tal senso, e oggi è stato reso palese - con lo scarso supporto da parte di enti e cittadini e con le molte difficoltà che l'Associazione Pacini incontra - il gesto plateale di Alberto Bellini, che ha lasciato il consiglio di gestione e il suo prestigioso ruolo di conestabile dei cavalieri: un gesto di protesta che voleva focalizzare l'attenzione sulle difficoltà, oltre che sulla necessità di supportare maggiormente il Corteo se lo si vuole come coreografia in alcuni momenti importanti per la città.

Per essere più vicino ai cittadini - e anche per ricalcare, come hanno spiegato Manglaviti e Riccetti, l'antica tradizione delle feste medievali che si protraevano dal dopo Carnevale all'Assunta - il Corteo quest'anno parteciperà a varie iniziative. Già consolidato il sodalizio con il "Comitato dei Quartieri per la nuova manifestazione "Orvieto in Fiore", appena trascorsa; e molto ci si attende dal rapporto con Marostica, non solo per la partita a scacchi con personaggi viventi che si giocherà sulla piazza del Duomo di Orvieto sabato 8 giugno, ma dall'occasione promozionale che costituirà la partecipazione di una delegazione del Corteo alla partita che si giocherà a Marostica il prossimo anno. Riportate in auge le cene medievali, con un tipico storico menù nei ristoranti orvietani sempre nella giornata dell'8 giugno; e organizzata come popolare occasione d'incontro, domenica 2 giugno, una cena in Piazza del Popolo con il comitato di gestione e i figuranti: cena a cui tutti i cittadini possono partecipare prenotandosi presso la direzione del Corteo al n. 0763 340535 (20 euro il costo). Sul fronte culturale, invece, rivestirà particolare interesse la conferenza di venerdì 31 maggio su "Orvieto e il lusso tra XIII e XVI secolo, a cura di Maria Grazia Nico Ottaviani, docente di Storia medievale all'Università di Perugia. Partecipazione di una nutrita delegazione del Corteo Storico alla parata del Corteo delle Dame di sabato 1 giugno, naturalmente, in cui faranno per la prima volta la loro uscita sei sbandieratori Orvietani, primo nucleo di un gruppo che si sta tentando di formare; mentre l'ultima uscita è, come da tradizione, il 14 agosto per la Festa della Madonna Assunta, patrona dell'antico e del moderno Comune.

A quel punto, se i costumi andranno come si suol dire "sotto naftalina", non andranno a riposo né il comitato di gestione né quello scientifico, che stanno elaborando, in particolare con la consulenza di Silvio Manglaviti, un progetto da sottoporre, proprio a settembre, all'attenzione dell'assessore alla Cultura Marco Marino, che aveva lanciato al comitato la proposta di valutare se una sede adatta per un'eventuale musealizzazione e quant'altro potesse essere la Chiesa di San Francesco, di proprietà del Comune e attualmente chiusa. Oltre alla musealizzazione dei costumi, la proposta che si sta elaborando prevede la formazione didattica sull'artigianato, che del Corteo è stato e dovrebbe continuare a essere l'anima, e la realizzazione di nuovi costumi, sostitutivi già dal 2014 di alcuni che, per la preservazione, sarebbe necessario musealizzare e non far uscire più.

Nulla trapela, a proposito di costumi, su chi indosserà quello del Conestabile: l'unico particolare che si riesce a strappare è che, diversamente da Riccetti e Bellini, questa volta sfilerà con l'elmo calzato. E per aumentare la suspence, che come è noto fa sempre marketing, il comitato ricorda che non sarà solo il Conestabile a cambiare, ma che nuovi figuranti, al momento altrettanto misteriosi, vestiranno i non meno importanti costumi del Capitano dei Balestrieri e del Cavaliere di Bisenzio (nella foto), fino allo scorso anno impersonato da Giuseppe Andrei.

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